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Yemen, il conflitto che rischia di destabilizzare la Penisola Araba

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Yemen, il conflitto che rischia di destabilizzare la Penisola Araba

Yemen, il conflitto che rischia di destabilizzare la Penisola Araba
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Paese dalla posizione strategica in una delle aree più difficili del mondo, lo Yemen ha attraversato spesso momenti di instabilità politica. Quello, che però, si trova a vivere in questi giorni è considerato da molti il peggiore momento mai vissuto dal Paese.

Alcuni analisti politici parlano già del terreno scelto da Arabia Saudita e Iran per misurare la rispettiva forza nella regione.

Paese a maggioranza sunnita, lo Yemen è abitato anche da una grande minoranza sciita. E’ a questa che appartengono gli Houthi, che appartengono alla famiglia degli zaidi, una delle varianti dello sciismo. Ryad accusa Teheran di supportare il gruppo che da settembre controlla Sanaa. Con la presa del potere degli Houthi nella capitale, il Presidente Hadi ha trasferito la sua residenza ad Aden. Città verso la quale le milizie Houthi sono oggi dirette. Il riacuirsi delle violenze in questi giorni ha spinto il Presidente Hadi a rivolgersi all’Onu per chiedere l’autorizzazione a un intervento militare. Intervento che sarebbe realizzato con il supporto dei Paesi sunniti della regione, Arabia Saudita in testa.



Le principali fazioni in conflitto

Gli Houthi o i soldati di Dio

Nel 1992 viene fondato il movimento “Gioventù credente” il cui obiettivo è difendere i diritti della minoranza sciita degli zaidi. Le azioni dell’organizzazione s’intensificano fino ad abbracciare la lotta armata e militare contro lo Stato nel primo decennio degli anni 2000. La lotta è passata negli ultimi mesi a un grado superiore arrivando a essere definita dagli Houthi una vera rivoluzione. Il gruppo, che pure nega ogni legame diretto con Teheran, godrebbe del suo supporto e di quello dell’ex Presidente yemenita Saleh. Accusati di voler scatenare un conflitto settario, gli Houthi si dicono impegnati in una rivoluzione a favore dell’intero popolo yemenita.

Chi è il Presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi?

Abd-Rabbu Mansour Hadi è stato eletto Presidente a interim nel 2012, in quella che sarebbe dovuta essere la fase di transizione verso la democrazia. Dopo la conquista di Sanaa da parte degli Houthi, il Presidente Hadi è vissuto per alcuni mesi assediato dalle milizie sciite nel suo palazzo. Il mese scorso è riuscito a fuggire dalla capitale per raggiungere la città di Aden, nel sud dello Yemen. Lì ha formato un nuovo governo e ha invitato l’esercito a seguirlo nella lotta contro gli Houthi.

Chi è l’ex Presidente Ali Abdullah Saleh?

Prima di Abd-Rabbu Mansour Hadi, però, lo Yemen è stato retto da Ali Abdullah Saleh. Saleh è una figura che viaggia parallellamente alla storia del Paese. In carica durante gli anni successi all’unificazione del 1990, Saleh è stato forzato dallo scoppio di violente manifestazioni di piazza a cedere il potere nel 2011. L’Occidente lo considera strategico in questo momento. Saleh starebbe appoggiando in segreto gli Houthi per poter tornare al potere.

Il ruolo di Al Qaeda nella Penisola Arabica

La sigla Al Qaeda nella Penisola Arabica è da sempre considerata la branca di Al Qaeda più attiva. Da anni il gruppo terrorista semina il terrore in Yemen, usato anche come base per molti dei miliziani islamisti per operazioni in Arabia Saudita. Al Qaeda nella Penisola Arabica è anche il gruppo che ha rivendicato l’attacco contro la redazione di Charlie Hebdo a Parigi.

Le difficoltà attuali

L’instabilità politica e l’incertezza che regna negli ultimi giorni ha come prima conseguenza l’aggravarsi delle condizioni già precarie in cui vive la popolazione. Lo Yemen è, infatti, uno dei Paesi più poveri della regione. La sua economia non può contare, infatti, sul controllo di nessuna delle materie prime e delle risorse energetiche che fanno la ricchezza di molti dei Paesi che con lo Yemen confinano.



Cifre utili

Popolazione: 24.4 milioni (2013)

PIL: 32.8 miliardi di euro € (2013)

Pil pro-capite: 1257 €

Superficie: 527.968 square kilometers

Aspettativa di vita 63 anni

Fonti: Onu, Banca Mondiale

Indice di corruzione di Transparency International 161 (of 171)