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Ucraina: la guerra degli oligarchi, si dimette governatore Kolomoiski

“In Ucraina gli oligarchi non decidono più i programmi di sviluppo del Paese”. Petro Poroshenko lo aveva annunciato ai microfoni di euronews e questo

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Ucraina: la guerra degli oligarchi, si dimette governatore Kolomoiski

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“In Ucraina gli oligarchi non decidono più i programmi di sviluppo del Paese”. Petro Poroshenko lo aveva annunciato ai microfoni di euronews e questo mercoledì, il magnate Igor Kolomoiski, potente governatore della regione orientale di Dnipropetrovsk, si è dimesso al termine di un braccio di ferro con il presidente.

Le dimissioni sono state pretese dopo un blitz di una milizia facente capo a Kolomoiski in una società energetica contesa con Kiev. Al termine dell’irruzione, il gruppo armato ha isolato l’edificio con dei cancelli. Un blitz scattato dopo che il parlamento di Kiev ha riguadagnato il controllo della società energetica Urknafta attraverso una modifica della legge.

Lo Stato, che detiene il 50% più una delle azioni di Ukrnafta ha sbloccato la distribuzione dei dividendi da parte della società, per otto anni ostacolata da Kolomoiski. L’oligarca ha di fatto gestito a lungo la compagnia con il 42% del capitale, in virtù della vecchia legislazione che fissava al 60% il quorum per convocare il consiglio d’amministrazione, la nuova norma abbassa la soglia al 50%.

Secondo il ministro dell’Energia e del Carbone, Volodymyr Demchyshyn, il blitz alla sede della società Ukrnafta e la modifica della legge sono due eventi correlati.

“Qualsiasi cambiamento nella gestione di una società così importante significa che qualcuno deve perdere il controllo – ha detto Demchyshyn – E se quel qualcuno che sta perdendo il controllo, fino a ieri ha fatto grandi profitti, ha amministrato ingenti risorse, ovviamente, comprendo che decida di combattere per evitare che qualcun’altro prenda il controllo della compagnia”.

Il braccio di ferro aveva suscitato timori di una destabilizzazione della regione di Dnipropetrovsk, vicina a quelle controllate dai ribelli, ma dopo l’ultimatum di Kiev, Kolomoiski ha ceduto e, ai micorfoni di euronews, nega il tentato blitz alla sede della società.

“Questo è un falso. Questa è una storia inventata da alcuni esperti di pubbliche relazioni e dipinge un Kolomoiskiy arrabbiato contro i bravi parlamentari che riprendono il controllo della compagnia petrolifera e realizzano le aspettative di Maidan – ha detto lo stesso Kolomoiski alla giornalista di euronews, Maria Korenyuk – In realtà, Ukrnafta è sempre stata sotto il controllo dello Stato e degli azionisti privati. Quel voto è stato solo propaganda. Guardate cosa è successo: la popolarità dei partiti politici che hanno appoggiato le modifiche alla legge è cresciuta!”.

“Quei ragazzi lavorano per una società di vigilanza privata controllata da Ukrnafta – conclude il magnate – Sono stati inviati lì per rafforzare i controlli. I responsabili della compagnia temevano dei raid”.

Igor Kolomoiski, con una fortuna stimata a 1 miliardo e 600 milioni di euro, ha finanziato battaglioni di volontari contro i separatisti nell’est ed è nella lista nera di Mosca. Le sue ambizioni lo hanno fatto entrare in conflitto con Kiev. Tensioni che fanno il gioco di Mosca.