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Occhiali addio, la presbiopia si cura con una chirurgia senza bisturi

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Occhiali addio, la presbiopia si cura con una chirurgia senza bisturi

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Con il passare degli anni, i nostri occhi perdono la capacità di mettere bene a fuoco oggetti vicini e lontani. E cosi dobbiamo metterci gli

Con il passare degli anni, i nostri occhi perdono la capacità di mettere bene a fuoco oggetti vicini e lontani. E cosi dobbiamo metterci gli occhiali. La scienza può in qualche modo aiutarci a mantenere una buona vista anche se non siamo più giovani?

La presbiopia è un problema generale che si ha da una certa età in poi, le cause non sono ancora del tutto chiare. I dati dimostrano che, invecchiando, il cristallino, ovvero la piccola lente all’interno dell’occhio, perde la sua elasticità e la capacità di mettere bene a fuoco gli oggetti.

“Dopo i 40 anni la mia vista ha cominciato a dare problemi. Non vedo benissimo. Vorrei fare a meno degli occhiali da vista per leggere o fare altro cose, ecco perchè sono venuta in ospedale per cercare una soluzione”, racconta una paziente in una clinica di Madrid.

Oggi la chirurghia oculistica può sostituire il cristallino irrigidito con un impianto artificiale, una specie di lente multifocale, che permette di vedere meglio e in modo chiaro. Lo si usa anche quando si opera la cataratta. Ma queste lenti spesso non sono proprio perfette.

“L’ideale sarebbe trovare una soluzione più fisiologica per la presbiopia che possa simulare il comportamento del cristallino umano. La lente che dobbiamo impiantare apporta delle correzioni alla vista ma non sostituisce del tutto il meccanismo del cristallino”, fa notare il Professore Alfaro Morote, Direttore del Dipartimento di Oftalmologia presso l’ospedale “Fundación Jiménez Díaz” di Madrid.

Un gruppo di scienziati che lavora a un progetto di ricerca europeo ha trovato strumenti in grado di aiutare a risolvere questo problema, rendendo gli impianti più organici, in grado quindi di focalizzare la forma degli oggetti in modo naturale.

“Le lenti accomodative saranno le lenti del futuro, perché riproducono le funzioni della piccola lente del cristallino contenuta nell’occhio umano di una persona giovane, dice una ricercatrice del gruppo CSIC.

Oggi gli strumenti a laser permettono di studiare la struttura interna dell’occhio, aiutando il chirurgo a selezionare l’obiettivo più adatto tra le opzioni esistenti: “Possiamo anche pensare di creare una lente intraoculare personalizzata. Progettata specificamente per ciascun paziente sulla base dei dati raccolti con questo strumento, prosegue la ricercatrice.

Grazie a un modello digitale, i medici saranno in grado di fare un impianto flessibile: la sua forma permetterebbe di conformarsi ai muscoli oculari, proprio come il vecchio cristallino da sostituire:“Questo collegamento permette di trasferire le forze muscolari alla lente flessibile, deformando la superficie. Quando si cambia la superficie si cambia il suo punto focale”, fa notare un altro ricercatore del gruppo CSIC.

Secondo i ricercatori questi strumenti laser sono adatti per molte specialità cliniche, e quindi possono essere d’aiuto anche agli oculisti che possono così curare i pazienti presbiti.

“Speriamo che questo sistema possa aiutare il paziente a capire in anticipo come vedrà dopo l’intervento chirurgico. Si potrà testare come un impianto intraoculare sia in grado di cambiare la visione, facendo riacquistare di nuovo una buona vista”, conclude un altro collega del CSIC

Per maggiori info: www.vision.csic.es