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Bce, avanti col QE. Draghi polemico sulla Grecia: "Nessun ricatto"

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Bce, avanti col QE. Draghi polemico sulla Grecia: "Nessun ricatto"

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La ripresa c‘è. E la crisi greca, purtroppo, anche. Per Mario Draghi l’audizione al Parlamento comunitario è l’occasione per fare il punto sui vari fronti in cui è impegnata la Banca centrale europea. Dal primo, il piano di acquisto di titoli di Stato, le notizie sono all’insegna della fiducia. L’euro debole e il calo dei prezzi del petrolio, stanno spingendo la crescita di Eurolandia. E i tassi bassi stanno finalmente filtrando verso l’economia reale.

“Il ritmo degli acquisti visto finora pone il programma sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di 60 miliardi di euro a marzo. Al momento – ha aggiunto Draghi, smentendo alcune voci emerse da più parti – non vediamo segni che non vi siano titoli di Stato a sufficienza per effettuare i nostri acquisti”.

Il secondo fronte è quello ellenico. Ed è ben più caldo del primo, a giudicare dal clima nella sala quando Marisa Matias, un’eurodeputata portoghese, chiede a Draghi se la Bce, chiudendo i rubinetti della liquidità alle banche elleniche, non stia ricattando Atene.

“Mi sembra un po’ eccessivo, se consideriamo l’esposizione che abbiamo sulla Grecia”, ha risposto il governatore. “La Bce ha 104 miliardi di euro di esposizione su Atene. Ovvero il 65% del Pil ellenico. Si tratta di un record all’interno della zona euro. Che tipo di ricatto sarebbe esattamente? Lascio giudicare a voi…”, ha aggiunto.

Dopo la denuncia degli accordi con i creditori da parte del governo Tsipras, la Bce aveva ritirato la moratoria con cui accettava bond greci “spazzatura” a garanzia dei prestiti per le banche elleniche. La moratoria sarà riattivata, ha detto Draghi, ma solo dopo un nuovo accordo tra Atene e i partner europei.