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Tax ruling, nuove misure per individuare le multinazionali che approfittano degli sconti fiscali

Piu’ trasparenza per combattere l’evasione fiscale delle multinazionali, è la strategia presentata mercoledi’ dalla Commissione europea. Secondo la

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Tax ruling, nuove misure per individuare le multinazionali che approfittano degli sconti fiscali

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Piu’ trasparenza per combattere l’evasione fiscale delle multinazionali, è la strategia presentata mercoledi’ dalla Commissione europea.

Secondo la direttiva ogni tre mesi gli stati membri dovranno scambiarsi delle informazioni sugli accordi fiscali stabiliti tra uno stato e una grande azienda, il cosidetto sistema “tax ruling” rivelato dallo scandalo Lux Leaks, lo scandalo aveva fatto luce su sconti che avevano fatto risparmiare milioni di tasse a multinazionali come “Amazon” e “Apple” e “Starbucks”.

I primi scambi di informazioni tuttavia dovranno riguardare gli ultimi dieci anni, per portare alla luce accordi che hanno consentito ad alcune multinazionali di avere attività in un determinato stato senza pagare di fatto le tasse, grazie a sconti fiscali ottenuti in un altro paese.

Per il commissario agli affari economici e monetari Pierre Moscovici si potranno individuare le multinazionali che hanno approfittato del sistema, pur legale: “E’ necessario ristabilire l’uguaglianza fiscale, di far si’ che le imprese paghino quello che devono alle autorità pubbliche, la parte giusta di tasse, e aggiungerei, allo stato giusto”

La proposta dovrà essere approvata dal Parlamento europeo entro quest’anno per potere entrare in vigore il primo gennaio del 2016.

Per Nienke Palstra dell’ong Trasparency International, è un primo passo nella direzione giusta ma bisognerebbe andare oltre: “Bisognerebbe chiedere alle aziende nell’Unione europea di pubblicare paese per paese le informazioni di base sulla loro attività. Informazioni sul volume d’affari, le tasse, i contributi che versano ai governi per progetti sociali e investimenti”

La Commissione studierà proposte in questo senso prima dell’estate. Sulla questione il presidente Juncker si gioca la credibilità, perché è coinvolto in prima persona nello scandalo Lux Leaxs che ha rivelato forti agevolazioni fiscali concesse alle multinazionali quando era ministro delle finanze e primo ministro del Lussemburgo.