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Elezioni israeliane, Obama ingoia il boccone amaro

A Washington, la vittoria di Benjamin Netanyahu suona a molti come uno schiaffo al presidente Obama. Che il rapporto tra i due non sia mai stato

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Elezioni israeliane, Obama ingoia il boccone amaro

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A Washington, la vittoria di Benjamin Netanyahu suona a molti come uno schiaffo al presidente Obama. Che il rapporto tra i due non sia mai stato buono è noto. Ora, i repubblicani più contrari a un accordo sul nucleare iraniano trovano nel Likud un forte alleato nella partita con la Casa Bianca.

John Hoeven, senatore repubblicano del Nord Dakota, conferma che Israele è il partner più affidabile su cui gli Stati Uniti possano contare in Medio Oriente, tanto più da quando incombe la minaccia dell’Isil. “Qualunque sia la prossima coalizione di governo – dice – staremo con Israele”.

Il discorso di Netanyahu al Congresso americano, il 3 marzo scorso, fu particolarmente controverso, anche perché il premier israeliano venne invitato dai repubblicani che non ne informarono la Casa Bianca.

Da quando Bibi si è detto contrario alla creazione di uno Stato palestinese, la distanza con l’amministrazione Obama rischia di aumentare.

L’analista politico Aaron David Miller sostiene che la formazione di un nuovo governo in Israele non potrà che andare a beneficio delle relazioni con gli Stati Uniti. Riconosce però che sul processo di pace, sul nucleare iraniano e sulla questione degli insediamenti, non ci si potrà attendere alcun passo avanti. “Ci sono troppi ostacoli”, dice.

L’inviato di euronews a Washington, Stefan Grobe: “Stando alle reazioni a caldo raccolte a Washington, il risultato delle elezioni non cambierà la sostanza: gli Stati Uniti continueranno a sostenere Israele, anche se la formazione di un nuovo governo sarà problematica. Dopotutto, gli americani sono abituati ai governi problematici”.