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Chernobyl, la struttura che proteggerà il reattore 4 entra nella fase finale

La costruzione dell’immensa struttura che proteggerà il reattore numero quattro della disastrata centrale nucleare di Chernobyl entra nella fase

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Chernobyl, la struttura che proteggerà il reattore 4 entra nella fase finale

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La costruzione dell’immensa struttura che proteggerà il reattore numero quattro della disastrata centrale nucleare di Chernobyl entra nella fase finale.

I lembi di questo arco da 32mila tonnellate in acciaio e calcestruzzo verranno uniti ad aprile. Una volta calato sul reattore e sul vecchio sarcofago che lo ricopre, intrappolerà le emissioni radioattive causate dall’incidente del 26 aprile 1986.

“L’area di esclusione non sarà mai libera dalle scorie radioattive”, precisa Vince Novak, responsabile per la sicurezza nucleare della Banca per la ricostruzione e lo sviluppo, che aggiunge: “L’intenzione è di mantenere in permanenza un’area per lo stoccaggio e il trattamento delle scorie”.

I progettisti sottolineano che un’opera così ambiziosa non è mai stata realizzata prima d’ora. Operativa a partire dal 2017, dovrà durare almeno cento anni.

“Questo arco proteggerà il sarcofago dove oggi è contenuto tutto il materiale radioattivo – spiega l’ingegnere Volodymyr Verbytskyi – Da queste parti, non si potrà vivere prima che siano trascorsi altri dieci periodi radioattivi, vale a dire per altri 300 anni”.

Il “rifugio radioattivo” sarà alto 105 metri e largo 257. Il costo si aggira intorno ai 2,15 miliardi di euro, finanziati, tra gli altri, dall’Unione europea, dai membri del G7 e dalla Russia.

Ma lo smaltimento delle scorie pone molte sfide, come spiega l’inviato di euronews, Sergio Cantone: “La realizzazione della struttura protettiva procede e sarà consegnata nei tempi. Molto, però, rimane ancora da fare. E le soluzioni scientifiche sono lontane: come si toglieranno tutti quegli elementi radiattivi ancora presenti nel reattore numero quattro?”.