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Israele, elezioni referendum su Netanyahu. La blogger Scnheider "Un Premier lontano dalla realtà"

Ad appena due anni dalle ultime elezioni politiche, lsraele torna al voto. Dopo lo scioglimento a dicembre della coalizione al governo, martedi quasi

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Israele, elezioni referendum su Netanyahu. La blogger Scnheider "Un Premier lontano dalla realtà"

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Ad appena due anni dalle ultime elezioni politiche, lsraele torna al voto. Dopo lo scioglimento a dicembre della coalizione al governo, martedi quasi sei milioni di elettori sono chiamati a votare per la riconferma di Nethanyau o per un cambiamento politico.

A provocare la crisi di governo le critiche rivolte da alcuni ministri al disegno di legge sostenuto da Nethanyau che definisce Israele “Stato della Nazione ebraica“.

Gli oppositori hanno definito il testo anti democratico e lesivo dei diritti della minoranza araba residente in Israele. Circa il 20% della popolazione. Un disegno di legge che ha inciso anche sul calo di popolarità del Likud, il Partito di Netanyahu.

Contro il Premier uscente la coalizione di centro sinistra guidato dal leader del Parito laburista Isaac Herzog e dall’ex ministro della giustizia Tzipi Livini.

L’opposizione accusa Nethanyau di aver mancato gli obiettivi economici e di aver contribuito cosi all’aumento del costo della vita, incluso lo scoppio della bolla immobiliare.

Sullo sfondo anche la relazione con il popolo palestinese. Herzog e Livni hanno annunciato di voler riprendere i negoziati e rilanciare il Processo di pace in Medio Oriente.

Per tre volte Primo Ministro, Benjamin Netanyahu ha governato per nove degli ultimi venticinque anni di vita politica israeliana.

Nel tentativo di recuperare credito e consensi il premier uscente si è rivolto al Congresso statunitense avvisandolo dei pericoli che si nascondo dietro un accordo con l’Iran sul nucleare.

Ma quanto il nucleare iraniano preoccupa i cittadini israeliani?
Lo abbiamo chiesto a Tal Schneider, blogger e giornalista politica, corrispondente da Israele.

Euronews
Le ultime elezioni si sono tenute poco piu di due anni fa. Come si sentono gli israeliani a essere chiamati di nuovo al voto?

Tal Schneider
Non è una novità. In Israele siamo abbastanza abituati a non avere elezioni regolari. Certo 24 mesi è un intervallo davvero breve. Il governo dovrebbe essere più stabile e l’opinione pubblica è stanca di questa instabilità e di essere di nuovo chiamata al voto”.

Euronews
C‘è quindi un senso di frustrazione verso la classe politica? Qual è il tema principale di cui si parla?

Tal Schneider
Sicuramente alle persone oggi interessa che negli ultimi cinuqe o sei anni i prezzi delle case siano aumentati così come quello di molti altri beni. E’ questo di cui si parla. Non si parla di terrorismo. Non si parla di Iran. O meglio di terrorismo si parla ma in modo strano. Siamo ad appena otto mesi da una guerra devastante, ed è chiaro che si discuta di questioni di sicurezza. L’Iran è poco citato, nonostante fosse un punto importante dell’agenda del Primo Ministro, questo perché interessa poco agli elettori.

Euronews
Il calo di popolarità di Nethanyahu è dovuto quindi al rallentamento economico?

Tal Schneider
Negli ultimi due anni
Nethanyau ha diffuso di sé l’immagine di uomo distante dal pubblico. Del tipo:“Non sono interessato alle questioni economiche, ma soltanto all’Iran”, che sicuramente rappresenta una grande minaccia, anche se non alla vita quotidiana. Nethanyau si è ritrovato alla fine della campagna elettorale completamente scollato da quelle che sono le vere questioni oggi al centro dell’attualità israeliana. E cioè il cibo, l’istruzione, la sanità. Come accade in ogni altro Paese occidentale.

Euronews
Cosa può dirci sui principali avversari di Nethanyau, Isaac Hertzog e Tzipi Livni, i leader del blocco sionista, la coalizione di centro sinistra. Hanno annunciato un nuovo tipo di approccio alla questione palestinese?

Tal Schneider
Nethanyau sta per concludere il suo sesto anno alla guida del Paese senza aver preso iniziative. Anche dopo la guerra a Gaza, che gli esperti hanno definito un opportunità per rilanciare un accordo regionale, non ha fatto nulla. Dall’altro lato, soprattutto Hertzog, non ha alcuna esperienza in materia di sicurezza, è stato soltanto ministro agli affari sociali. Però negli ultimi due anni ha incontrato Abu Mazen ed è stato spesso a Ramallah. Il suo partito, inoltre, tiene rapporti con Fatah sull’elaborazione di piani economici. Per loro è un tema al centro dell’agenda, e lo è per i loro elettori. Una delle cose che Herzog dovrebbe fare in caso di vittoria è ricucire e in fretta le relazioni tra Israele e la Casa Bianca. E’ la prima cosa da fare, sicuramente dopo le elezioni, alzare la cornetta e aggiustare quello che è stato fatto negli ultimi mesi. E’ stato sconvolgente guardarlo dall’esterno.