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Gravity: spettacolo Fenninger, Razzoli torna a ruggire

Dopo una lunga attesa Henrik Kristoffersen torna sul gradino più alto del podio. Il 20enne norvegese, che si era imposto nel primo slalom stagionale

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Gravity: spettacolo Fenninger, Razzoli torna a ruggire

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Dopo una lunga attesa Henrik Kristoffersen torna sul gradino più alto del podio. Il 20enne norvegese, che si era imposto nel primo slalom stagionale, centra il bis a Kranjska Gora grazie a una clamorosa seconda manche che gli regala la terza vittoria della carriera in Coppa del Mondo.

Kristoffersen, fresco vincitore dei titoli mondiali juniores in gigante e slalom, taglia il traguardo con 24 centesimi di vantaggio su Giuliano Razzoli e 86 sullo svedese Mattias Hargin.

L’azzurro conquista il suo ottavo podio in Coppa. L’ultimo piazzamento tra i primi tre risaliva al dicembre del 2011, quando fu secondo in Alta Badia. Marcel Hirscher riesce a risalire fino alla sesta posizione dopo una pessima prima manche,chiusa addirittura in 19esima posizione.

Una rimonta che quasi certamente non gli basterà per strappare la coppa di specialità a Felix Neureuther, nono a Kranjska Gora. Il tedesco dovrà gestire un vantaggio di 55 punti nell’ultimo slalom della stagione a Meribel. Nella generale Hirscher conserva invece 164 punti di vantaggio su Jansrud.

Fenninger imbattibile Nel fine settimana di Are ad Anna Fenninger è bastata solo una gara, il gigante, per consolidare il suo primato in classifica generale. Il quinto successo stagionale in Coppa vale il sorpasso su Tina Maze: l’austriaca si presenterà alle finali di Meribel con 30 punti di vantaggio sulla slovena, in netto calo dopo i Mondiali di Vail e Beaver Creek. Fine settimana da ricordare per Nadia Fanchini, che chiude al secondo posto nel gigante dominato dalla Fenninger e conquista il primo podio della carriera nella specialità. Franck Piccard ci svela i segreti della neve primaverile Ancora qualche giorno e arriverà la primavera. Con l’aumento delle temperature la neve si trasforma, costringendo gli sciatori ad adattare il loro stile. Franck Piccard ci spiega come.

“Il modo di sciare è più o meno lo stesso – è la premessa di Piccard -. A cambiare sono le sensazioni. In inverno la neve artificiale ti dà l’impressione di sciare sul polistirolo, cioè su una superfice molto abrasiva. Quando gli sciatori si piegano sulle ginocchia sentono la presa della neve sullo sci. In primavera cambia tutto. La neve comincia a sciogliersi ed è molto più scivolosa, per gli sciatori è quasi come fare surf o sci d’acqua. Servono dei piccoli accorgimenti per adattare il proprio stile al diverso tipo di neve.

Skiing Past E’ il 9 febbraio 1992. Franck Pickard è al cancelletto di partenza della discesa olimpica di Albertville. Tre settimane prima, completamente fuori forma, aveva chiuso in 70esima posizione la discesa di Garmisch Partenkirchen, a sette secondi dal vincitore.

Nessuno quindi si aspetta un exploit del francese su una delle piste più difficili del circuito, con oltre 1000 metri di dislivello. Ma contro ogni pronostico Pickard conquista la medaglia d’argento arrivando a soli 5 centesimi dal vincitore, l’austriaco Patrick Ortlieb. Un secondo posto che lo stesso Pickard considera come una delle vittorie più belle delle sua carriera.