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Niente carte di credito e inflazione alle stelle: la Crimea, un anno dopo

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Niente carte di credito e inflazione alle stelle: la Crimea, un anno dopo

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Sarà anche Russia ma, un anno dopo il contestato referendum che ne ha sancito la scissione dall’Ucraina, la Crimea è economicamente una “terra di nessuno”.

I cartelli stradali e i prefissi telefonici sono ancora quelli di Kiev, il fuso orario e la moneta sono quelli di Mosca. A proposito di monete: chi volesse venire in vacanza a Yalta farà meglio a portare un bel po’ di contanti: Visa, Mastercard e tanti altri marchi globali sono scomparsi.

“La Crimea ha delle ottime possibilità di diventare quasi una seconda Sochi”, commenta un turista di San Pietroburgo. “L’unico fastidio che ho sperimentato qui è il fatto che le carte di credito non funzionano, per cui raccomando agli altri turisti di portare molti liquidi”.

Altro problema, la carenza di cibo sugli scaffali: prima dell’annessione, molti prodotti arrivavano dall’Ucraina. La quale ora, ovviamente, non permette alle sue aziende di “esportare” in quello che considera un suo territorio.

L’inflazione è alle stelle e si sta mangiando anche l’aumento dei salari e delle pensioni voluto da Vladimir Putin per i nuovi concittadini.

Le forniture arrivano dalla Russia, via mare, attraverso quello stretto di Kerch dove Mosca ha promesso di costruire un ponte. Farà meglio a sbrigarsi: il turismo, da cui dipende una famiglia su tre, ha visto il numero di visitatori contrarsi di un terzo l’anno scorso: gli ucraini, un tempo la maggioranza, si sono volatilizzati. Per ora, per i russi le alternative sono il traghetto o l’aereo.