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Herzog-Livni, la strana coppia di Israele sfida Netanyahu

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Herzog-Livni, la strana coppia di Israele sfida Netanyahu

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Il laburista Isaac Herzog e la nazionalista Tizpi Livni, la strana coppia di Israele sfida Benjamin Netanyahu. Le strade della politica e l’avversario comune li hanno portati oggi sotto la stessa bandiera, quella dell’Unione sionista, una lista di centro-sinistra.

Distante in maniera siderale dal carattere e dal comportamento di Netanyahu, di carattere mite, Herzog non è, però, meno determinato del primo ministro uscente. Si è messo sulle spalle un partito che oggi conta 15 parlamentari contro i 42 dei tempi di Itzhak Rabin.

“Abbiamo bisogno di unire le forze, abbiamo bisogno di unità per lavorare insieme e vincere – ha detto nel suo ultimo comizio – Perché la scelta è tra noi e lui, Benjamin Netanyahu”.

I ‘Kennedy di Israele’, come viene chiamata la famiglia Herzog, provengono dall’aristocrazia ashenakazita, originaria del nord Europa. Il padre, generale, è stato il sesto presidente di Israele dal 1983 al 1993. ‘Bougie’, questo il soprannome di Isaac Herzog, a 55 anni ha già ricoperto per ben tre volte la carica di ministro.

Nel 2013 vince le primarie dei laburisti e si pone subito come alternativa di governo a Netanyahu e, per rinnovare il partito laburista, poco amato in Israele, punta su un ticket elettorale con Tizpi Livni, concordando, in caso di vittoria, un’alternanza nel ruolo di primo ministro.

Da qui nasce l’alleanza con Hatnuah, il Movimento, fondato nel 2012 dalla dama di ferro israeliana.

La Livni, ex ministro degli Esteri del governo Sharon, un passato da agente segreto del Mossad, è stata eletta per la prima volta alla Knesset nel 1999. La carriera politica dell’ex tenente dell’esercito israeliano si sviluppa all’ombra di Ariel Sharon.

Una sponsorizzazione che le permette di essere ministro in sei diversi dicasteri dal 2001 al 2009.

Nel 2006, entra a far parte del governo Olmert tra le fila del partito Kadima fondato un anno prima da Sharon. Oltre al ruolo chiave di Ministro degli Esteri le viene affidato anche quello di vice premier.

A volte volte falco, a volte colomba, Livni sostiene la guerra di Gaza nel 2008 ritenendo che non vi fosse alternativa all’opzione militare. In quello stesso anno offre a Mahmoud Abbas un piano di pace basato sulla creazione di uno Stato palestinese.

Nel 2009, Kadima è il partito più votato nelle elezioni parlamentari, ma l’incarico di formare il governo viene affidato a Benjamin Netanyahu. “Il giorno dopo essere eletta lo tsunami diplomatico nei confronti di Israele terminerà”, ha detto la Livni nella sua ultima intervista al Jerusalem Post.

Il riferimento è ai rapporti con gli Stati Uniti. La strana coppia mette da parte le differenze interne con lo slogan ‘Chiunque, ma non Netanyahu’.