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Nato-Russia: tra provocazioni e violazioni, è corsa alla militarizzazione

Due mezzi corazzati dell’esercito statunitense sfilano in Estonia nel giorno delle celebrazioni per l’anniversario dell’indipendenza della Repubblica

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Nato-Russia: tra provocazioni e violazioni, è corsa alla militarizzazione

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Due mezzi corazzati dell’esercito statunitense sfilano in Estonia nel giorno delle celebrazioni per l’anniversario dell’indipendenza della Repubblica baltica.

Siamo a Narva, vicino al confine russo. Tra i militari ci sono oltre cento soldati della Nato. È la prima volta che accade dal collasso dell’Unione Sovietica. Una novità che rivela un cambiamento: la Russia è tornata a fare paura.

La crisi ucraina ha provocato un deterioramento delle relazioni tra la Russia e l’Alleanza Atlantica. Mosca non si mostra per nulla intimidita dalle dimostrazioni di forza e, anzi, ha violato più volte lo spazio aereo ai suoi confini occidentali.

Nel mese di febbraio circa 600 soldati russi sono stati impegnati in esercitazioni militari in Crimea, alla vigilia del vertice di Minsk.

Più a Nord, jet da combattimento russi hanno preso parte a esercitazioni per sventare un potenziale attacco missilistico nel mare di Barents, a largo delle coste di Russia e Norvegia, Paese membro della Nato.

Bombardieri russi che si sono avvicinati anche ai cieli della Cornovaglia lo scorso 31 ottobre, come mostrano queste foto di un Tupolev scortato dai jet della RAF fuori dallo spazio aereo britannico.

L’articolo 5 della Nato obbliga i suoi membri a difendere un Paese dell’Alleanza in caso di attacco. La Finlandia, che condivide 1300 chilometri di confine con la Russia, è un Paese storicamente neutrale, ma la crescente attività militare di Mosca preoccupa anche Helsinki.

“È molto importante che il prossimo governo non escluda la possibilità di chiedere l’adesione alla Nato, allo stesso modo il governo in carica e il Presidente escludono che possa avvenire nell’arco del mandato in corso – ha detto il Primo ministro finlandese, Alexander Stabb nel corso di una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg – Ma mantenere aperta questa opzione è una questione di sicurezza politica”.

All’inizio di febbraio l’Alleanza Atlantica ha deciso di rafforzare il fianco orientale creando una forza di reazione rapida composta da 5.000 uomini e sei centri di comando in Europa dell’est. Nel Mar Nero, di fronte alla Crimea annessa da Mosca a marzo del 2014, la Nato ha avviato delle esercitazioni per rispondere alla crescente attività militare russa nella regione.