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Tra le macerie di Debaltseve. Dove i cadaveri sono sbranati dai cani

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Di Diego Giuliani  Agenzie:  APTN
Tra le macerie di Debaltseve. Dove i cadaveri sono sbranati dai cani

<p>Mentre a Minsk si provava a negoziare la pace, Debaltseve era sotto una pioggia di bombe. Un incubo durato settimane, dal quale si è svegliata riscopre ndosi città fantasma. </p> <p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/N5Kmbfd6AUk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p> <p>A popolarla scheletri di edifici sventrati e abitanti che di quei giorni conservano il trauma di un un ricordo impossibile da tradurre in parole. </p> <p>“Siamo sopravvissuti – racconta con la voce rotta un’anziana donna -. Siamo ancora qui, ma ci è impossibile raccontare quello che abbiamo vissuto. All’inizio, quando potevo ancora nascondermi in cantina, passavo lì delle ore intere a tremare come una foglia, mentre fuori continuavano a esplodere i colpi di mortaio”. </p> <p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/SKEBTdMyg6c" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p> <p>La feroce battaglia tra Kiev e separatisti ha fatto quasi 200 morti solo tra i militari ucraini. Innumerevoli anche le perdite fra i pro-russi e i civili. Le granate non hanno risparmiato neanche il cimitero e a molti si è data sepoltura direttamente nei crateri scavati dalle bombe. </p> <p>“C’erano così tanti cadaveri – racconta un’altra donna, dal letto dell’ospedale -. Portarli via era impossibile e così i cani finivano per mangiarseli pezzo a pezzo: prima le mani, poi le gambe, la testa…”. </p> <p>Contesa in quanto snodo ferroviario strategico tra le roccaforti pro-russe di Luhanks e Donetsk, <a href="http://it.euronews.com/2015/02/12/ucraina-sollievo-e-prudenza-dopo-la-maratona-negoziale-di-minsk/">Debaltseve è sfuggita agli accordi di Minsk</a>. </p> <p>Le truppe di Kiev hanno <a href="http://it.euronews.com/2015/02/18/ucraina-separatisti-prendono-controllo-di-debaltseve/">cominciato a ritirarsi una settimana dopo</a>, lasciando la città in mano ai ribelli. </p> <p>I combattimenti hanno poi cominciato a scemare, ma le decisioni prese in Bielorussia hanno qui per molti un amaro gusto di déja vu.</p> <p>“Per me si tratta già del terzo cessate il fuoco – dice un militare pro-russo, il cui nome di battaglia è “Chernyi” -. Tutti finiscono nella stessa maniera: riprendendo le posizioni e ammassando le truppe”.</p>