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Tra le macerie di Debaltseve. Dove i cadaveri sono sbranati dai cani

Viaggio fra disillusioni e macerie di una città fantasma: scheletri di edifici e tappeto di macerie, che parlano di un trauma per molti impossibile da raccontare

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Tra le macerie di Debaltseve. Dove i cadaveri sono sbranati dai cani

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Mentre a Minsk si provava a negoziare la pace, Debaltseve era sotto una pioggia di bombe. Un incubo durato settimane, dal quale si è svegliata riscopre ndosi città fantasma.

A popolarla scheletri di edifici sventrati e abitanti che di quei giorni conservano il trauma di un un ricordo impossibile da tradurre in parole.

“Siamo sopravvissuti – racconta con la voce rotta un’anziana donna -. Siamo ancora qui, ma ci è impossibile raccontare quello che abbiamo vissuto. All’inizio, quando potevo ancora nascondermi in cantina, passavo lì delle ore intere a tremare come una foglia, mentre fuori continuavano a esplodere i colpi di mortaio”.

La feroce battaglia tra Kiev e separatisti ha fatto quasi 200 morti solo tra i militari ucraini. Innumerevoli anche le perdite fra i pro-russi e i civili. Le granate non hanno risparmiato neanche il cimitero e a molti si è data sepoltura direttamente nei crateri scavati dalle bombe.

“C’erano così tanti cadaveri – racconta un’altra donna, dal letto dell’ospedale -. Portarli via era impossibile e così i cani finivano per mangiarseli pezzo a pezzo: prima le mani, poi le gambe, la testa…”.

Contesa in quanto snodo ferroviario strategico tra le roccaforti pro-russe di Luhanks e Donetsk, Debaltseve è sfuggita agli accordi di Minsk.

Le truppe di Kiev hanno cominciato a ritirarsi una settimana dopo, lasciando la città in mano ai ribelli.

I combattimenti hanno poi cominciato a scemare, ma le decisioni prese in Bielorussia hanno qui per molti un amaro gusto di déja vu.

“Per me si tratta già del terzo cessate il fuoco – dice un militare pro-russo, il cui nome di battaglia è “Chernyi” -. Tutti finiscono nella stessa maniera: riprendendo le posizioni e ammassando le truppe”.