E-mailgate, Clinton ammette errore ma assicura: mai diffuse info classificate via mail

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Di Andrea Neri
E-mailgate, Clinton ammette errore ma assicura: mai diffuse info classificate via mail

<p>Non ho mai usato la posta elettronica per inviare materiale classificato. Ma con il senno di poi, avrei fatto meglio ad utilizzare due indirizzi e-mail separati. Hillary Clinton prende la parola prima che il cosiddetto ‘e-mailgate’ diventi più grande di lei e spiega:</p> <p>“Ho scelto la comodità di utilizzare la mia e-mail personale, con il consenso del Dipartimento di Stato. Ho ritenuto che fosse più semplice avere un unico riferimento per la corrispondenza personale e per il lavoro invece che usare due account diversi. Con il senno di poi sarebbe stato meglio aver utilizzato un secondo conto e-mail, aver usato un secondo telefono. Ma all’epoca non l’ho percepito come un problema”.</p> <p>Un telefono che, nel caso della Clinton, dava certo maggiore sicurezza quanto alla riservatezza delle comunicazioni: un cellulare BlackBerry, azienda canadese che utilizza esclusivamente i propri server. Resta il fatto che, al posto di un account interno al Dipartimento di Stato Americano, il gestore è un privato.</p> <blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>I want the public to see my email. I asked State to release them. They said they will review them for release as soon as possible.</p>— Hillary Clinton (@HillaryClinton) <a href="https://twitter.com/HillaryClinton/status/573340998287413248">5 Marzo 2015</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script> <p>La dichiarazione dell’ex-Segretario di Stato americano, fatta al Palazzo di Vetro dopo un intervento sui diritti delle donne, punta a sgomberare il campo dai dubbi che aleggiano da una settimana sulla vicenda, emersa a seguito di un servizio sulle pagine del New York Times.</p> <p>Ora, con una decisione senza precedenti, apporovata dal Dipartimento di Stato su richiesta della stessa Hillary Clinton, circa 60.000 e-mail inviate e ricevute durante il suo mandato saranno rese pubbliche. Si tratta esclusivamente delle e-mail di lavoro; comunicazioni che in ogni caso, prima di essere messe a disposizione del pubblico in un’apposita pagina web, saranno vagliate dal Dipartimento di Stato.</p>