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Unesco: "rinsaldare la comunità internazionale attorno alla difesa del patrimonio"

Intervista di euronews col direttore dell'organizzazione in Iraq.

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Unesco: "rinsaldare la comunità internazionale attorno alla difesa del patrimonio"

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Le immagini dei miliziani dell’Isil che distruggono opere d’arte e siti storici in Iraq hanno fatto il giro del mondo nelle ultime due settimane. Lo scempio del patrimonio culturale è un altro allarme che si aggiunge a quelli già creati dal sedicente Stato islamico. Euronews ne ha parlato con il direttore dell’Unesco in Iraq, Axel Plathe.

Alasdair Sandford, euronews: “La vostra organizzazione ha definito quanto sta avvenendo “azzeramento culturale” e “crimine di guerra”. Si può fare qualcosa per arrestarlo?” Axel Plathe, Unesco: “Noi non possiamo mandare soldati ai siti per proteggerli. L’Unesco non ha il madato di inviare soldati. Possiamo comunque lavorare coi nostri partner, in particolare col governo iracheno, per cercare di limitare i danni e sperare di evitare altre aggressioni al patrimonio culturale. Al momento, però, è davvero difficile per noi intervenire sul campo. Le Nazioni Unite non hanno personale nelle aree controllate dai terroristi”. euronews: “L’Unesco ha fatto appello ai leader politici e religiosi della regione, al Consiglio di sicurezza dell’Onu, alla Corte penale internazionale…quali mosse, esattamente, vorreste vedere venissero fatte?” Plathe: “L’appello alla Corte penale internazionale è perché questi atti vengano perseguiti come crimini di guerra, quali sono. Il nostro direttore generale, Irina Bokova, ha, inoltre, chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza per riunire la comunità internazionale intorno alla causa della difesa del patrimonio. Ci siamo rivolti ai leader politici e religiosi per dire che questi crimini non hanno giustificazioni politiche né religiose. E infine abbiamo bisogno di dire ai giovani di ribellarsi a queste distruzioni, perché è il loro futuro che viene distrutto”. euronews: Alla fine la gente non è impotente, di fronte alla barbarie dell’Isil? Plathe: “Non penso che siamo impotenti nel medio e lungo termine. Credo che, con un forte sostegno della comunità internazionale, dei membri del Consiglio di sicurezza, della comunità accademica, sia irachena che internazionale, possiamo creare un potere di persuasione che funzioni in maniera adeguata nel medio e lungo termine”. euronews: Quanti altri luoghi sono a rischio e cosa c‘è effettivamente in gioco? Plathe: “I siti storici che si trovano in queste zone si contano a migliaia. Noi, ovviamente, siamo preoccupati soprattutto per quelli più emblematici. Siamo rimasti scioccati dalla distruzione di Hatra, che è patrimonio dell’umanità. Equivale ad attaccare le piramidi in Egitto o il luogo di nascita di Buddha a Lumbini, in Nepal. Quindi si tratta di una decisa accelerazione dell’opera di distruzione. Altri siti patrimonio dell’umanità sono Ashur e il parco archeologico di Samarra. Si tratta di luoghi molto importanti in Iraq”.