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Quantitative Easing, la Bce apre il fuoco con il suo "bazooka"

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Quantitative Easing, la Bce apre il fuoco con il suo "bazooka"

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Il gran giorno del “Quantitative Easing”, il programma di allentamento monetario per stimolare l’economia di Eurolandia, è arrivato.

Da lunedì, almeno fino a settembre 2016, la Banca centrale europea acquisterà, insieme a debiti cartolarizzati delle banche e obbligazioni garantite, titoli di Stato per un totale di 60 miliardi di euro al mese.

Iniettando tale massa di liquidità fresca nel sistema, il consiglio direttivo guidato da Mario Draghi mira a riaprire i rubinetti del credito verso l’economia reale e all’inflazione, oggi in territorio negativo.

“Non credo sarà un successo”, commenta Robert Halver di Baader Bank. “Ci sarà più liquidità sui mercati – aggiunge – ma le banche non useranno tale liquidità per concedere prestiti all’economia reale perché le aspettative sugli interesse non sono poi così alte, specialmente non nella periferia della zona euro. Questo significa più denaro nei mercati azionari e il mercato immobiliare, e soprattutto più debiti perché sarebbe uno spreco non accendere prestiti in queste condizioni”.

Uno dei primi benefici, l’abbassamento del costo del debito per i Paesi dell’Eurozona, è apparso sin dall’annuncio del programma. I rendimenti del decennale italiano sono sotto l’1,3% ed il famigerato spread con i Bund tedeschi viaggia verso i 90 punti base.

Gli acquisti, sul mercato secondario, sono cominciati proprio con le obbligazioni della Germania per poi proseguire con Francia e Italia.

Escluse dal piano, per ora, la Grecia e Cipro, dato che i loro bond non rispettano i criteri d’affidabilità. Festeggiano, invece, le aziende esportatrici, con l’euro calato sotto 1,09 sul dollaro.