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Il nuovo Eurogruppo sulla Grecia parte male: "Lista di riforme incompleta"


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Il nuovo Eurogruppo sulla Grecia parte male: "Lista di riforme incompleta"

Altro lunedì, altro vertice dell’Eurogruppo sulla Grecia. E, pure stavolta, le premesse non sono delle migliori. A Jeroen Dijsselbloem non sono piaciute le dichiarazioni del greco Yannis Varoufakis alla stampa italiana in cui paventava un referendum in caso di ‘No’ dei partner europei al piano di riforme di Atene. E per il capo dell’Eurogruppo la lista di misure presentata venerdì è “lontana dall’essere completa”.

“Il nostro obiettivo politico è mantenere la Grecia nell’Eurozona”, ha ribadito stamattina la cancelliera tedesca Angela Merkel, nonostante i malumori nella sua coalizione. “Abbiamo lavorato a tal fine per molti anni. È anche vero che questa medaglia ha due facce: da un lato la solidarietà da parte dei partner europei e dall’altro la prontezza a mettere in atto le riforme e gli altri impegni presi a casa. Su questo punto, abbiamo chiaramente un cammino impervio davanti a noi”, ha aggiunto.

Nonostante l’elezione di Alexis Tsipras sulla promessa di uno stop all’austerity, quasi il 70% dei greci per i sondaggi sono favorevoli ad un compromesso. Per la stampa, che parla di “stato d’assedio”, le probabilità che a questo Eurogruppo venga trovata la quadra sono molto scarne, motivo per cui la Borsa di Atene è tornata in profondo rosso cedendo oltre 4 punti percentuali questo lunedì.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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