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I guai col fisco del premier portoghese mentre l'opposizione chiede la fine dell'austerità.

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Di Stefano Cutillo
I guai col fisco del premier portoghese mentre l'opposizione chiede la fine dell'austerità.

<p>A sette mesi dalle elezioni legislative in Portogallo, il clima elettorale si infiamma e vengono a galla i guai del primo ministro con il fisco. </p> <p>Ieri migliaia di persone hanno dimostrato nelle principali città del Paese, su invito della Confederazione Generale dei Lavoratori Portoghesi. <br /> Chiedevano la fine dell’austerità ma anche le dimissioni del primo ministro conservatore Pedro Passos Coelho, accusato di aver evaso qualche migliaio di euro di contributi previdenziali. </p> <p>“È vero che in passato mi è capitato di presentare le dichiarazioni dei redditi in ritardo – ha dovuto ammettere il premier – ed ho contratto debiti con la previdenza sociale, ma poi ho pagato tutto con mora ed interessi come qualunque cittadino. <br /> Non ho più alcun debito con il fisco” assicura. </p> <p>Eppure lo scandalo lo costringe in difesa. <br /> In autunno si vota ed i sondaggi danno in vantaggio l’opposizione socialista che chiede la fine dell’austerità imposta da Passos Coelho sin dal 2011, che ha permesso a Lisbona di affrancarsi dalla tutela dei creditori internazionali, ma che ha contribuito a far impantanare il Paese nella peggiore recessione degli ultimi quarant’anni.</p>