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Le bugie di Bibi e le elezioni israeliane, il mese decisivo di Netanyahu

La Casa Bianca gli volta le spalle, il Mossad lo smentisce sulla bomba atomica iraniana e gli israeliani lo attendono alle urne. Bibi contro tutti.

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Le bugie di Bibi e le elezioni israeliane, il mese decisivo di Netanyahu

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La Casa Bianca gli volta le spalle, il Mossad lo smentisce sulla bomba atomica iraniana e gli israeliani lo attendono alle urne. Bibi contro tutti.

A Washington senza l’approvazione di Barack Obama, Benjamin Netanyahu torna a criticare il dialogo tra Iran e Stati Uniti.

Un copione già recitato in passato, quando nel 2013, sempre a Washington, disse: “L’Iran ottiene tutto quello che vuole senza pagare nulla. Esorto il segretario Kerry a non affrettarsi a firmare. Ad aspettare, a riconsiderare, a raggiungere un accordo migliore. Questo, invece, è un pessimo, pessimo accordo”.

ll pericolo atomico iraniano era incombente per Netanyahu, remoto per i servizi segreti israeliani, secondo quanto emerge da una fuga di documenti che ha sullo sfondo il braccio di ferro con Barack Obama. Per molti, il premier israeliano sapeva di mentire.

“L’Iran può arricchire rapidamente l’uranio dal 3,5% al ​​90% necessario per un’arma nucleare”, disse ancora nel 2013.

“Il tempo stringe”, aveva già detto nel 1996.

“Ora il tempo stringe”, ribadiva nel 2011.

“A che punto è l’Iran? Nella seconda fase e dalla prossima primavera, o al massimo entro la prossima estate, passeranno alla fase finale – disse nel 2012 di fronte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite – Da lì sarà questione di pochi mesi, forse poche settimane, prima di arrivare di arricchire l’uranio abbastanza per la prima bomba”.

A forza di dire che il tempo stringe, Netanyahu ha perso di credibilità. 20 anni di falsi allarmi al termine dei quali Israele è rimasto solo ad opporsi ai colloqui con l’Iran. E oggi, proprio in Israele, in tanti ritengono che una maggiore flessibilità avrebbe consentito di ridurre gli aspetti negativi dell’accordo.

Invece emerge, dalle pagine di un quotidiano del Kuwait, che nel 2014 Obama fu costretto a minacciare l’abbattimento di caccia israeliani per impedire in extremis un blitz ordinato da Netanyahu contro infrastrutture nucleari in Iran. Quell’episodio contribuì ad incrinare i rapporti fra Washington e Gerusalemme.

Tra due settimane si scoprirà se l’ex soldato sarà uscito indenne dalla trincea diplomatico-elettorale. In vista delle elezioni del 17 marzo, Netanyahu perde terreno rispetto al duo Livni-Herzog. I sondaggi attribuiscono loro 25 seggi contro i 23 della destra di governo.