ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Ebola: in Liberia si torna a scuola, Sirleaf "Piano Marshall per Paesi colpiti"

Primo giorno di scuola in Liberia dopo 7 mesi di chiusura forzata a causa dell’epidemia di Ebola. È la prima conseguenza del calo significativo del

Lettura in corso:

Ebola: in Liberia si torna a scuola, Sirleaf "Piano Marshall per Paesi colpiti"

Dimensioni di testo Aa Aa

Primo giorno di scuola in Liberia dopo 7 mesi di chiusura forzata a causa dell’epidemia di Ebola. È la prima conseguenza del calo significativo del numero di nuovi casi dall’inizio del 2015. La Liberia riapre le scuole quattro settimane dopo la Guinea e sei settimane dopo la Sierra Leone.

Nello stesso giorno la Presidente, Ellen Johnson Sirleaf alla conferenza di alto livello in corso a Bruxelles chiede un Piano Marshall Ebola per aiutare a ricostruire le economie i Paesi devastati dal virus.

Sirleaf ha spiegato che il ritorno alla crescita economica per Liberia, Guinea e Sierra Leone sarà costoso e a lungo termine.

I tre Paesi sono l’epicentro dell’epidemia scoppiata nel dicembre del 2013 e che ha contagiato 23.500 persone, 9.380 delle quali sono decedute secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

Il 60% dei pazienti sui quali è stato riscontrato il virus Ebola non è sopravvissuto. Musa Pabai ce la fatta, ma da quando ha lasciato l’ospedale, nel mese di novembre, questa è la prima volta che torna a casa. Si è imposto l’esilio per proteggere la moglie.

“Il seme dei pazienti resta infetto per 90 giorni dopo la comparsa dei sintomi – spiega la dottoressa volontaria Leen Verhenne – In tal caso, quando un sopravvissuto di sesso maschile lascia l’ospedale, gli vengono forniti dei preservativi perché pensiamo che sia molto importante che facciano sesso in modo protetto”.

Secondo gli epidemiologi, il declino di Ebola è in gran parte dovuto al miglioramento delle condizioni igieniche, grazie al lavaggio delle mani e anche ai cambiamenti dei rituali di sepoltura che hanno facilitato i contagi.

L’obiettivo ‘quota zero casi’ fissato dall’Organizzazione mondiale della Sanità per il mese d’aprile, è difficile da raggiungere, perché Ebola ha gravemente danneggiato i sistemi sanitari dei tre Paesi dell’Africa occidentale, così come le loro economie.

Il Pil della regione è sceso del 12%, la produzione agricola si è dimezzata. Per gli economsiti, un sostegno a lungo termine sarà essenziale per affrontare l’impatto economico e sociale dell’epidemia.

La sconfitta delle abitudini che hanno fatto divampare Ebola resta la battaglia più difficile, così come quella sarà contro i pregiudizi che porta all’emarginazione dei sopravvissuti.