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Grecia: Schulz a euronews "Tsipras chiarisca la linea all'interno del suo esecutivo"

Sull’accordo tra la Grecia e suoi creditori europei, la giornalista di euronews, Efi Koustokosta, ha intervistato a Bruxelles il presidente del

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Grecia: Schulz a euronews "Tsipras chiarisca la linea all'interno del suo esecutivo"

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Sull’accordo tra la Grecia e suoi creditori europei, la giornalista di euronews, Efi Koustokosta, ha intervistato a Bruxelles il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz.

Point of view

È un esecutivo nuovo, con poca esperienza di governo e con poca esperienza nelle relazioni internazionali

Efi Koustokosta, euronews: “Alla fine l’accordo è arrivato, ma restano interpretazioni diverse del testo. Il governo greco afferma che ha vinto la prima battaglia, ma dall’altro lato, i tedeschi e gli altri protagonisti internazionali dicono che si tratta di un accordo vecchio con abiti nuovi. Cosa ne pensa?”

Martin Schulz, presidente del parlamento europeo: “Cerchiamo di essere realisti. Il governo ha fatto delle concessioni e non è facile convincere i propri cittadini ad essere un po’ più pazienti, a ridurre un po’ le aspettative e quindi è normale questa sorta di doppia interpretazione. Quello che abbiamo concordato è che da un lato il governo greco mantenga le promesse che ha fatto nell’ambito del programma e, dall’altro, i partner europei sblocchino ora i 7,5 miliardi di euro. E poi avremo quattro mesi di tempo, i famosi quattro mesi”.

euronews: “Andiamo un po’ indietro ai negoziati. I diciannove ministri della zona euro hanno approvato il piano, ma è sembrato come se fosse un dibattito esclusivo tra tedeschi e greci, tra Varoufakis e Schäuble. Qual è la sua impressione?”

Martin Schulz: “Non è stato un dibattito tra Schäuble e Varoufakis. Si tratta di un dibattito tra i 18 ministri delle Finanze con il ministro Varoufakis. Ci sono altri ministri delle Finanze, meno noti, che sono ancora più radicali di Schäuble. La forte influenza della Germania dipende dal fatto che rappresenta il 27% del Pil della zona euro. Ma la Francia con il 20% e l’Italia con il 18% hanno garantito, insieme, il 38% del denaro prestato alla Grecia. Anche questi due Paesi hanno voce in capitolo. Non è una lotta dell’uno contro l’altro. Dobbiamo capire che è una lotta a favore del popolo greco”.

euronews: “Presidente Schulz, lei era presente dietro le quinte dei negoziati. Quanto è reale l’ipotesi Grexit?”

Martin Schulz: “Dipende dal governo di Atene e dipende dalla disponiblità dei partner di trovare un compromesso costruttivo. Chiedo scusa, ho compreso la sua domanda, ma preferisco non discutere di opzioni teoriche, preferisco discutere dei bisogni concreti dei cittadini. Non penso all’ipotesi Grexit”.

euronews: “Lei è stato il primo tra i funzionari europei ad aver fatto visita al primo ministro Tsipras quando è stato eletto. Qual è la sua impressione? Tsipras ha un progetto politico?”

Martin Schulz: “Preferisco sempre parlare con le persone e non delle persone. Questa è stata la ragione per cui sono andato lì. Lo conoscevo come leader dell’opposizione e, a essere onesti, questo è un esecutivo nuovo, con poca esperienza di governo e con poca esperienza nelle relazioni internazionali. Pertanto, un miglioramento nell’uno e nell’altro senso è sicuramente possibile”.

euronews: “Quali sono le sue aspettative nell’arco dei prossimi quattro mesi di proroga?”

Martin Schulz: “Possiamo fare affidamento su quello che promettono. Uno degli elementi più importanti per guadagnare la fiducia e per riconquistare la fiducia è che la gente possa credere agli accordi e alle promesse. Pertanto, ho trovato contro-producente aver trovato un accordo e il giorno dopo il ministro delle Finanze ha detto ‘sì, ma dobbiamo discutere anche di altre cose’. No. Ora dobbiamo essere d’accordo su misure concrete, misure che dovrebbero essere annunciate e applicate. Questo è il modo migliore di ottenere la fiducia. La mia aspettativa è: annunciamo quello che vogliamo fare e facciamo quello che abbiamo annunciato”.

euronews: “Può dire che l’austerità e il Memorandum sono il passato per la Grecia?”

Martin Schulz: “No. Di sicuro la Grecia deve ridurre il suo debito sovrano e deve pagare il debito. E a proposito, il debito greco non è stato deciso a Berlino o a Bruxelles. È stato deciso ad Atene. Pertanto, il Paese ha una certa responsablilità. Ma sappiamo che nessun Paese, né la Grecia né alcun altro Paese potrà mai far quadrare un bilancio pubblico, senza più entrate, senza più soldi per il Paese. Ma che cosa significa più soldi per il Paese? Abbiamo bisogno di crescita e occupazione. Quello che abbiamo visto negli ultimi anni, in particolare a causa della filosofia del Fondo monetario internazionale sono stati solo i tagli. Non basta solo tagliare”.

euronews: “Un aspetto su cui siete tutti d’accordo, sia il governo greco, sia i creditori, è che la Grecia ha bisogno di riforme, ma le riforme strutturali hanno bisogno di tempo per produrre risultati e nel frattempo il Paese ha bisogno di soldi”.

Martin Schulz: “Penso che tutti siano disposti a dare alla Grecia più tempo se le riforme strutturali saranno davvero credibili e affidabili. E le riforme strutturali devono interessare, prima di tutto, e questo è un progresso compiuto dal governo, la lotta all’evasione fiscale, alla frode fiscale e devono guardare al bilancio dal punto di vista dei ricavi e non solo della spesa. Pertanto, ad esempio, privatizzare in modo selvaggio è sbagliato. Capisco quelli che dicono che non svenderanno i propri beni pubblici. Ma trovare investitori come i cinesi che volevano investire nel porto del Pireo o la Fraport di Francoforte, una società che conosco molto bene e che vuole investire nell’aeroporto di Atene. Questi sono investitori affidabili. Questi non sono i capitalisti sanguinari che vogliono introdurre la schiavitù in Grecia”.

euronews: “Qual è la grande sfida del governo greco? In questo momento assistiamo ad alcune divergenze all’interno dell’esecutivo riguardo i prossimi passi da compiere”.

Martin Schulz: “Se vogliono attrarre investimenti in Grecia, è sicuramente necessario che chiariscano la linea all’interno dell’esecutivo. Ma non sta a me esprimere un giudizio su questo. È il primo ministro che deve tenere uniti il suo governo e la sua coalizione e, a ogni modo, un partito di sinistra come Syriza che forma una coalizione con il signor Kammenos è una cosa sorprendente sulla quale essere molto prudenti. Per intenderci meglio, Kammenos non il partner ideale di un partito di sinistra come Syriza. Ma va bene, dobbiamo convivere con questo governo”.