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Turchia, Ocalan ai curdi del Pkk: deporre le armi e avviare un processo di pace

La fine del trentennale conflitto con i curdi del Pkk in Turchia non è mai sembrata più vicina. Sabato la svolta, durante una conferenza stampa dei

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Turchia, Ocalan ai curdi del Pkk: deporre le armi e avviare un processo di pace

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La fine del trentennale conflitto con i curdi del Pkk in Turchia non è mai sembrata più vicina. Sabato la svolta, durante una conferenza stampa dei rappresentanti politici curdi, che hanno letto un messaggio del leader storico del movimento, alla presenza di esponenti del governo.

Dal carcere, dove sconta una condanna all’ergastolo, Abdullah Ocalan chiede ai militanti di deporre le armi e aprire un negoziato di pace diretto con l’esecutivo turco.

Una “novità molto importante” – così l’ha definita il presidente Erdogan – che si è però mostrato prudente, ricordando che precedenti appelli al disarmo erano caduti nel vuoto.

L’appello viene incontro alle speranze di molti a Diyarbakir, nel sud est della Turchia a maggioranza curdo, poiché ravviva un processo di pace iniziato due anni fa, che sembrava ormai a un punto morto.

“Siamo molto contenti – afferma un residente – deporre le armi è una via obbligata a questo punto. La guerra è durata troppo, ora vogliamo la pace”.

“Credo che entrambe le parti abbiano espresso una posizione sincera. Spero che vada a buon fine”.

“Sarebbe davvero fantastico se si smettesse di combattere, se prevalesse la pace e si pensasse finalmente a creare opportunità di lavoro per tutti”.

Ocalan ha chiesto al movimento di convocare in primavera un congresso per rinunciare alla lotta armata.