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Russia, omicidio Nemtsov: tentativo di destabilizzazione tra ipotesi investigative

La morte di Boris Nemtsov, ucciso ieri sera a colpi di arma da fuoco mentre passeggiava nel centro di Mosca, scuote gli ambienti dell’opposizione

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Russia, omicidio Nemtsov: tentativo di destabilizzazione tra ipotesi investigative

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La morte di Boris Nemtsov, ucciso ieri sera a colpi di arma da fuoco mentre passeggiava nel centro di Mosca, scuote gli ambienti dell’opposizione politica in Russia.

Quattro proiettili, sparati da uomini usciti da un’auto, lo hanno raggiunto alla schiena sul ponte Moskvoretsky Most.

Cinquantacinque anni, ex vicepremier ai tempi della presidenza Eltsin, Nemtsov era uno dei critici più espliciti di Vladimir Putin e pare che stesse preparando un dossier sul coinvolgimento delle truppe russe nel conflitto in Ucraina.

Ilya Yashin, compagno di lotte politiche della vittima, si dice “sicuro che gli assassini vogliano seminare il terrore tra la gente: soprattutto tra coloro che hanno punti di vista diversi rispetto alle autorità di governo. Forse riusciranno a spaventare qualcuno – aggiunge – ma la maggioranza delle persone che sostenevano Nemtsov e condividevano le sue posizioni continueranno a battersi per completare il suo lavoro”.

Gli inquirenti ritengono credibili diverse piste, incluso il tentativo di destabilizzare la situazione politica. Il presidente Putin, che nel condannare l’assassinio ha parlato di una provocazione, ha assunto la diretta supervisione delle indagini.

Per domenica, Nemtsov aveva chiamato a manifestare contro la guerra in Ucraina.