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Usa-Cuba: dal 'bloqueo' alla svolta di Obama, un altro muro è crollato

Le scene di gioia all’Avana dello scorso dicembre sono già storia. Le celebrazioni degli studenti hanno seguito l’annuncio del disgelo delle

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Usa-Cuba: dal 'bloqueo' alla svolta di Obama, un altro muro è crollato

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Le scene di gioia all’Avana dello scorso dicembre sono già storia. Le celebrazioni degli studenti hanno seguito l’annuncio del disgelo delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba. Un annuncio atteso dal 7 febbraio del 1962, quando John Fitzgerald Kennedy decreta “el bloqueo”, l’embargo totale al regime di Fidel Castro.

Il primo gennaio del 1959 novemila rivoluzionari guidati da Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara entrano all’Avana e rovesciano il dittatore amico di Washington Fulgencio Batista. Una delle prime decisioni è la nazionalizzazione dei beni delle società statunitensi.

Il 1961 è l’anno cruciale nei rapporti tra L’Avana e Washington. Castro fa di Cuba una repubblica socialista. Il 17 aprile 1.500 miliziani armati dagli americani sbarcano alla Baia dei Porci con l’intento di rovesciare Castro, ma il piano fallisce. I morti sono 118, 1200 i prigionieri. Kennedy rompe le relazioni con l’Avana e decide l’embargo totale nei confronti di Cuba.

Nel 1962 l’Urss installa testate nucleari, gli Stati Uniti decretano il blocco navale attorno all’isola dove sta arrivando un’imbarcazione sovietica con a bordo degli armamenti. Si arriva a un passo dallo scontro frontale tra Washington e Mosca. Nikita Krusciov accetta di ritirare le testate e ottiene da Jfk l’impegno che non invadrà Cuba. Nel 1965 nasce il partito comunista cubano.

Il divorzio è consumato. L’Avana e Mosca saranno vicine come non mai durante la Guerra Fredda. Quando crolla l’Unione Sovietica, Cuba, privata del suo protettore diplomatico e commerciale, deve trovare una via d’uscita. La crisi economica è profonda, il tenore di vita crolla.

Nasce il fenomeno dei balseros, persone che cercano di attraversare il mare, a rischio della vita, per raggiungere la Florida. Un fenomeno che il mondo scopre nel 1999, dopo la fuga del piccolo Elian Gonzales, naufragato insieme alla madre e ripescato al largo della Florida. Sua madre muore e l’anno dopo viene consentito a Elian di raggiungere il padre.

La svolta nelle relazioni tra Stati Uniti e Cuba viene segnata da una stretta di mano tra Barack Obama e Raul Castro in un giorno molto particolare: i funerali, in Sudafrica, di Nelson Mandela.

Un progressivo avvicinamento fino al disgelo del 17 dicembre 2014, con lo scambio di prigionieri, la decisione di riaprire le ambasciate e di allentare l’embargo americano. Un altro muro, quello tra Washington e L’Avana, è crollato.