ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Enrico Letta: No alla "Brexit", dobbiamo evitare l'uscita della Gran Bretagna dall'UE

L'ex Presidente del Consiglio italiano chiede di lavorare ad un'Europa a due velocità per allontanare il rischio di un'uscita della Gran Bretagna. E sull'immigrazione dice: ci vuole un Mare Nostrum eu

Lettura in corso:

Enrico Letta: No alla "Brexit", dobbiamo evitare l'uscita della Gran Bretagna dall'UE

Dimensioni di testo Aa Aa

Come rinnovare il discorso politico europeo è stato il tema dell’intervento dell’ex primo ministro italiano Enrico Letta, invitato a partecipare ai seminari CEPS Ideas Labs 2015 organizzati dal Centre for European Policies Studies a Bruxelles.

Point of view

Il rischio Brexit è elevato. Bisogna lavorare ad un'Europa a due velocità.

Euronews ha incontrato Enrico Letta a margine dell’incontro per parlare di alcune questioni di politica europea, elezioni in Gran Bretagna, il conflitto in Ucraina e l’emergenza immigrazione in Europa.

Margherita Sforza, euronews:
“Mancano solo due mesi alle elezioni britanniche del 7 maggio. Il primo ministro britannico Cameron ha promesso un referendum sull’adesione della Gran Bretagna all’Unione europea, in caso di vittoria dei Tories, se non riuscisse ad ottenere cambiamenti sostanziali nella politica europea. L’Europa deve ripensare le sue relazioni con la Gran Bretagna?”

Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio e deputato della Commissione Esteri alla Camera:
“Io sono molto preoccupato. Un eventuale Brexit, un’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea avrebbe effetti negativi per tutta l’Europa, bisogna fare di tutto per evitarlo. Bisogna discutere con i britannici. Credo che l’unico modo per evitare l’uscita della Gran Bretagna sia di lavorare molto ad un’Europa a due velocità. Ci vuole una maggior integrazione a 19, tra i paesi della zona euro, che lasci la Gran Bretagna nella sfera dei 28 paesi, l’insieme cioé di tutti gli stati dell’Unione europea, ma senza ulteriori integrazioni che sarebbero insopportabili per loro. Cosi’ si puo’ riuscire a tenere le due anime insieme, altrimenti il rischio di un clash dopo le elezioni britanniche è molto elevato”.

Margherita Sforza, euronews:
“Quanti altri opt-out possiamo ancora accettare dalla Gran Bretagna?”

Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio:
“Questa soluzione dell’Europa a due velocità potrebbe essere sufficiente per non dover negoziare ulteriori opt-out con i britannici, potrebbe essere un modo per dire ai britannici, “voi non siete quelli di un ulteriore integrazione, per cosi’ dire “federale” e quindi questo potrebbe essere sufficiente per la loro opinione pubblica.

Margherita Sforza, euronews:
“Cambiamo argomento e parliamo di Ucraina. La tregua sembra faticosamente tenere, ma l’Europa è pronta ad accettare un altro conflitto congelato?”

Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio:
“E’ fondamentale che la tregua regga in Ucraina, e’ stata molto importante l’iniziativa franco-tedesco, l’iniziativa europea. Credo che sia fondamentale non cadere nel rischio di un nuovo Naborno-Karabakh, Ossezia, Abkhazia, Transnistria, bisogna evitare che tutto il Dombass finisca per essere un non-stato come lo sono queste tante aree. Non bisogna accontentarsi delle tregua ma bisogna utilizzare gli effetti positivi della tregua per i passi successivi.

Margherita Sforza, euronews:
“Saranno necessarie nuove sanzioni economiche contro la Russia?”

Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio:
“Dbbiamo utilizzare le sanzioni come una spada di Damocle nell’eventualità che la tregua non regga”

Margherita Sforza, euronews:
“Come primo ministro lei ha dato il via all’operazione italiana Mare Nostrum nel 2013, che ora è stata sostituita dall’operazione europea Triton. Dopo le recenti tragedie dell’immigrazione, la Commissione europea ha stanziato 13 milioni di euro per l’Italia e prolungato l’operazione europea fino alla fine dell’anno. Ma sarà sufficiente ad evitare nuove tragedie, considerato che Triton ha competenze e mezzi molto piu’ limitati di Mare Nostrum?”

Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio:
“Secondo me non è sufficiente. Ci vuole un Mare Nostrum Europeo. C‘è bisogno di un’operazione europea in grande stile europea per la salvaguardia dei diritti umani fondamentali quali sono quelli dei rifugiati, perché qui si fa confusione tra flussi migratori per ragioni economiche e flussi migratori per ragioni di protezione dei diritti dei rifugiati. Siamo difronte ad un’ondata eccezione di flussi migratori negli ultimi due anni per richieste di rfiugio e asilo. Se l’Europa non dà risposte e lascia morire migliaia di persone viene meno uno dei pilastri dell’Unione, il rispetto della persona. In questo caso si fà tanto populismo, ma bisogna mantenere i principi. Ci vuole un Mare Nostrum europeo”.