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Abromavicius: il ministro che detta le politiche di austerity all'Ucraina

È l’uomo che dovrà mettere in campo un complesso pacchetto di riforme per consentire all’Ucraina di avere aiuti per 17,5 miliardi in quattro anni dal

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Abromavicius: il ministro che detta le politiche di austerity all'Ucraina

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È l’uomo che dovrà mettere in campo un complesso pacchetto di riforme per consentire all’Ucraina di avere aiuti per 17,5 miliardi in quattro anni dal Fondo Monetario Internazionale. È il ministro dell’Economia Aivaras Abromavicius: 39 anni, lituano sposato con un’ucraina, viene dal mondo delle banche.

Sergio Cantone, euronews:
Quali riforme è pronto ad attuare?

Aivaras Abromavicius, ministro dell’Economia ucraino:
Le principali riguardano la deregulation, per dare le stesse chance a tutte le imprese del Paese, per incoraggiare le operazioni di mercato, e cominciare così ad attirare investimenti diretti dall’estero. In secondo luogo c‘è la riforma delle imprese statali. Ce ne sono 1900, molte delle quali vengono gestite come società private che fanno gli interessi dei privati, e non dello Stato. Abbiamo un piano completo su come cambiare la situazione, su come rendere i consigli di amministrazione trasparenti e fare in modo che queste compagnie rispondano del loro operato.

euronews:
Uno dei più grandi problemi del Paese è la resistenza della pubblica amministrazione. Tutte le persone che erano legate al vecchio regime bloccano ogni tipo di riforma, ogni tentativo di trasparenza… Cosa farà?

Abromavicius:
C‘è un grande problema che riguarda le persone che lavorano per il Governo nell’area della pubblica amministrazione: gli stipendi. Con i tassi di cambio attuali, i salari sono al di sotto dei 200 dollari al mese. Questo ovviamente lascia spazio alla corruzione. Quando le paghe sono troppo basse, comincia a circolare molto denaro… Dobbiamo quindi riformare l’amministrazione, per poter tagliare considerevolmente il personale e aumentare i salari per quello rimanente. Nel mio ministero vogliamo tagliare il 50% dello staff quest’anno, e naturalmente cercheremo di pagare di più chi resta, per fare in modo che le persone possano portare a casa salari dignitosi e mantenere le loro famiglie.

euronews:
Cosa ha intenzione di fare per sbarazzarsi di questo sistema di potere, sia economico che politico, che è rappresentato dagli oligarchi? Un aspetto comune a molti Paesi dell’ex blocco sovietico…

Abromavicius:
Non ci sono più grandi oligarchi nel Paese, perché con la crisi economica e il deprezzamento della valuta, abbiamo piccoli oligarchi, medie imprese e così via…

euronews:
Sì, ma molto del loro denaro è all’estero e già convertito in dollari…

Abromavicius:
Certo, ma con il declino dell’economia molte compagnie hanno ovviamente grossi debiti e i loro capitali sono stati drasticamente ridotti. L’influenza degli oligarchi non è più senza limiti come in passato. Ci siamo liberati degli intermediari nel commercio del gas, adesso compriamo più gas dall’Europa che dalla Russia. Non abbiamo assolutamente intermediari là, tutto viene fatto in modo trasparente. Non abbiamo più soggetti come RosUkrEnergo o Firtash in questo business. Ovviamente è un grande passo per la società e gli affari nel Paese. Non tolleremo più la corruzione in questo settore.

euronews:
Può ricordare chi è Firtash?

Abromavicius:
Il famigerato magnate del gas che comprava da Gazprom e vendeva all’Ucraina. È noto che nel Paese ci sono almeno due tariffe per il gas. La popolazione lo prende a un prezzo molto basso, completamente sovvenzionato, e l’industria a prezzi di mercato… Trova dunque spazio la corruzione. Una delle riforme chiave è, dunque, quella del settore energetico, con lo smantellamento di NaftoGaz in almeno tre società aperte agli investimenti stranieri. E naturalmente dovremo aumentare le tariffe del gas nel Paese, che sono molto basse…

euronews:
Perché richiede così tanto tempo privatizzare le infrastrutture per il trasporto del gas, che sono strategicamente molto importanti per questo Paese, per la Russia e l’Unione Europea?

Abromavicius:
Penso che vendere alla Russia sia fuori discussione al momento, perché sappiamo quali sono i rapporti tra i due Paesi e l’opinione pubblica non lo accetterebbe. Ovviamente il governo non ha in mente di fare qualcosa di simile. Quanto alla privatizzazione degli asset del gas, sappiamo che in questo periodo di guerra i prezzi non potranno essere così alti da portare sostanziali entrate. Dunque vogliamo ripulire le imprese statali, rimetterle in ordine, segnare un cambiamento nel loro processo di privatizzazione e, quando arriverà il momento giusto, quando miglioreranno le condizioni del mercato, proveremo a vendere le compagnie a investitori strategici.

euronews:
Ministro, è vero che con le riforme richieste dalle organizzazioni internazionali il prezzo del gas potrebbe salire di molto, del 300%?

Abromavicius:
L’aumento delle tariffe del gas sarà sostanziale, questo è sicuro. Il costo finale verrà stabilito dall’Agenzia nazionale per i prezzi dell’elettricità e del gas. La posizione del Governo è che i ricchi non dovranno beneficiare di basse tariffe, come succede al momento. Aumenteremo il prezzo del gas per portarlo il più possibile a prezzi di mercato, e compenseremo le fasce meno abbienti con sussidi. I più poveri avranno poco da fare: una dichiarazione dei redditi e una richiesta di sostegno economico. Tutto qui. Avranno così una compensazione per l’aumento delle tariffe.

euronews:
Può dirci cosa intende per poveri, qual è la soglia di povertà?

Abromavicius:
Con l’attuale crisi economica naturalmente aumenterà il numero dei poveri, e crescerà tremendamente quello di coloro che prenderanno sussidi. Sarà un problema serio per il Ministero delle Politiche Sociali gestire la situazione, ma siamo pronti a questo. Ci saranno più persone ad occuparsi di questo e più software e hardware dedicati. Chiunque dovrà avere i sussidi li avrà.