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USA: la cautela della FED sul rialzo dei tassi di interesse

In questa puntata di Business Middle East parliamo delle recenti mosse della Federal Reserve per mantenere i tassi di interesse inalterati e le

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USA: la cautela della FED sul rialzo dei tassi di interesse

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In questa puntata di Business Middle East parliamo delle recenti mosse della Federal Reserve per mantenere i tassi di interesse inalterati e le eventuali conseguenze in Medio Oriente.

Nel dicembre scorso l’intenzione della FED era quella di rialzare i tassi di interesse a giugno. A gennaio invece “pazienza” è diventata la parola chiave. La scorsa settimana il Comitato di politica monetaria (FOMC) della Federal Reservela ha manifestato la preferenza per un mantenimento dell’attuale tasso di interesse per un periodo più lungo.

Per la prima volta in dieci anni la FED sta tenendo conto dell’impatto del rallentamento dell’economia mondiale e del calo del prezzo del petrolio, che hanno avuto un effetto negativo sulle prospettive di crescita economica degli Stati Uniti.

In Medio Oriente il minore ottimismo sulle prospettive di crescita dell’economia americana ha raffreddato gli investitori, facendo chiudere i mercati del Golfo in rosso.

Daleen Hassan, euronews:
Come ogni settimana ci colleghiamo con Nour Eldeen Al-Hammoury, direttore delle strategie di mercato di ADS Securities ad Abu Dhabi, per un’ulteriore analisi sulle implicazioni delle mosse della Federal Reserve. Buongiorno Nour, la FED ha fatto di nuovo un veloce passo indietro. Perché questa incertezza?

Nour Eldeen Al-Hammoury, direttore delle strategie di mercato di ADS Securities, Abu Dhabi:
Avevamo già segnalato a dicembre, qui su Euronews, nella precedente stagione di Business Middle East, che l’economia mondiale e quella degli Stati Uniti non viaggiavano sul binario giusto. Ecco perché il passo indietro della FED non ci ha sorpreso.
In ogni caso al momento non ci sono pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti. C‘è invece una scarsa inflazione, che potrebbe portare in futuro ad una deflazione, soprattutto se il prezzo del petrolio contnuerà ad essere basso. Fino ad oggi non ci sono segnali chiari di un suo possibile rialzo.
Inoltre non dobbiamo dimenticare che circa l’88% degli ultimi dati economici di febbraio è deludente, solo il 12% risulta positivo. Dunque non ci sono i presupposti per innalzare i tassi di interesse a breve.

euronews :
Visti i deludenti dati economici, perché la FED ha pensato di rialzarli solo a giugno? Non rischia la sua credibilità?

Al-Hammoury:
La FED ha ipotizzato la data di un rialzo dei tassi di interesse sulla base di alcune previsioni. Tuttavia noi della ADS Securities avevamo già detto che l’economia americana si sarebbe indebolita non appena la FED avesse messo fine alle
operazioni di quantitative easing. È ciò che vediamo ora e che era già successo alla fine dei due ricorsi ad alleggerimento quantitativo dopo la crisi finanziaria.
Tuttavia La Federal Reserve cerca sempre di mantenere la sua credibilità mettendosi al sicuro, usando parole caute e usando il condizionale. Ad esempio ha rilasciato dichiarazioni come: “Se i dati economici continuano a migliorare, si potrebbe arrivare presto ad un aumento dei tassi”. Il che vuol dire che se vengono fuori dati negativi, come ora, la FED può facilmente cambiare politica senza danneggiare la sua credibilità.

euronews:
Parliamo dei mercati mediorientali e nordafricani. Perché hanno reagito male dopo la riunione della FED della scorsa settimana? Ci sono altri motivi?

Al-Hammoury:
Per la prima volta in più di dieci anni la FED ha parlato di “sviluppi internazionali” da considerare, avendo in mente non solo la situazione degi Stati Uniti ma anche quella asiatica ed europea, e naturalmente il crollo del prezzo del greggio. Questo ha avuto indubbie ripercussioni qui in Medio Oriente. Dopo le dichiarazioni della FED, i mercati hanno chiuso in rosso per molti motivi. I risultati non sono stati ottimi, le ultime statistiche nel Golfo sono state deludenti, molte compagnie hanno mancato i loro obiettivi e gli utili sono stati più bassi. Inoltre i recenti eventi legati all’ISIL in Libia, il coinvolgimento dell’Egitto, hanno accresciuto i timori che si possa arrivare ad un’altra guerra nell’area, spingendo gli investitori a vendere.

La prossima riunione della Federal Reserve è prevista il 17 marzo.