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La spy story israeliana e il braccio di ferro Netanyahu-Obama sull'Iran

Il pericolo della bomba atomica iraniana: incombente per il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, remoto per il Mossad. La fuga di notizie ha sullo

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La spy story israeliana e il braccio di ferro Netanyahu-Obama sull'Iran

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Il pericolo della bomba atomica iraniana: incombente per il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, remoto per il Mossad. La fuga di notizie ha sullo sfondo il braccio di ferro con Barack Obama proprio sul dossier iraniano.

Netanyahu, infatti, il 3 marzo parlerà al Congresso degli Stati Uniti, a dispetto della Casa Bianca, per bloccare l’accordo fra le potenze dei ’5+1’ e l’Iran.

“Nel documento non si evidenzia alcuna disparità tra quanto denunciato dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e le valutazioni dell’intelligence israeliana – sostiene Yossi Melman, analista israeliano esperto di sicurezza e servizi di intelligence – C‘è una differenza nella esposizione o meno dei fatti e sulla valutazione dello stato di avanzamento del programma nucleare iraniano. Credo che l’impressione che Al Jazeera cerca di creare sia completamente sbagliata”.

Israele farà “tutto ciò che può” per impedire un accordo sul dossier nucleare, ribadisce Netanyahu, mentre la stampa statunitense riporta che la Casa Bianca sarebbe vicina a un accordo decennale con l’Iran.

Nonostante la smentita, a Teheran sembrano non avere dubbi: “La pace con gli Stati Uniti, ovviamente mi riferisco a una pace equa e giusta, è contro gli interessi di Israele e Arabia Saudita – sostiene un uomo d’affari della capitale iraniana – È contro gli interessi di coloro che hanno creato il gruppo dello Stato Islamico. Questa è la mia opinione. Dobbiamo fare la pace”.

La fuga di notizie arriva nel pieno della campagna elettorale israeliana. Un quotidiano vicino a Netanyahu scrive ‘‘nell’era Obama è conveniente essere nemici degli Stati Uniti, meglio ancora se si è un ayatollah’‘.