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Le riforme economiche di Kiev per ottenere gli aiuti ed evitare il baratro

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Le riforme economiche di Kiev per ottenere gli aiuti ed evitare il baratro

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Sugli scranni dei parlamentari ucraini approda la legge di bilancio rivista secondo le richieste dal Fondo monetario. In cambio del pacchetto di aiuti da 15 miliardi e mezzo di euro (necessario per evitare che l’economia, sull’orlo del baratro, faccia un passo avanti) Kiev si è impegnata a fare le riforme. Aumentata, ai fini della nuova bozza, la stima del cambio: 21,7 grivnie per un dollaro. Un passo necessario dopo che la libera fluttuazione sul mercato, altra richiesta dell’Fmi, ha dato il colpo di grazia alla valuta di Kiev, già in ginocchio per la crisi geopolitica.

“Abbiamo un grosso problema con i salari delle persone che oggi lavorano per il governo e le amministrazioni pubbliche”, dice a Euronews il ministro dell’Economia Aivaras Abromavicius. “Con il cambio attuale i salari sono scesi sotto i 200 dollari al mese e questo fatto, ovviamente, aumenta il rischio-corruzione. Vogliamo far approvare una riforma dell’amministrazione che ci permetta di tagliare considerevolmente parte dello staff ma allo stesso tempo alzare i salari per gli altri dipendenti”, prosegue Abromavicius. “Nel mio ministero puntiamo a tagliare metà dello staff quest’anno”.

Altra priorità: il settore strategico dell’energia. Oltre a rivedere i sussidi alle tariffe, uno dei pilastri della politica dell’ex presidente filorusso Yanukovich, Kiev punta a snellire il gigante statale Naftogas e a metterlo in linea con i regolamenti europei. “Una delle riforme più importanti sarà quella del settore energetico. Lo scorporo di Naftogaz in almeno tre aziende differenti allo scopo di attrarre investimenti stranieri nel Paese”, spiega ancora il ministro Abromavicius a Euronews.

“Ovviamente, dovremo anche alzare le tariffe del gas, che oggi sono molto basse”, prosegue. “La posizione del governo è che i ricchi non dovrebbero beneficiare delle vecchie tariffe calmierate, come invece avviene oggi. Vogliamo spingere le tariffe del gas il più possibile verso i livelli di mercato e compenseremo gli strati bassi della popolazione con i sussidi. Con l’attuale crisi economica la quantità di poveri nel Paese crescerà e con essa la quantità di persone che necessiteranno di sussidi crescerà moltissimo. Sarà una grossa sfida per il ministero degli Affari Sociali”.

Ad un anno dalla rivoluzione di Maidan, Kiev si ritrova a convivere, ancora di più di Mosca, con le conseguenze economiche degli eventi. Lunedì lo scricchiolare della tregua con i filorussi nell’est del Paese ha fatto schizzare il cambio a 30 grivnie per dollaro. L’inflazione prevista per quest’anno potrebbe superare il 26% ed il Paese, la cui gran parte del commercio estero prima della guerra era proprio con la Russia, nel quarto trimestre ha visto il proprio Pil contrarsi del 3,8%.