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Kiev ed i ribelli sembrano aver iniziato il ritiro dei mezzi pesanti dal fronte.

Nell’Ucraina orientale, movimenti di truppe e mezzi sembrano indicare che la tregua negoziata una decina di giorni fa a Minsk tra Ucraina e ribelli

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Kiev ed i ribelli sembrano aver iniziato il ritiro dei mezzi pesanti dal fronte.

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Nell’Ucraina orientale, movimenti di truppe e mezzi sembrano indicare che la tregua negoziata una decina di giorni fa a Minsk tra Ucraina e ribelli filorussi, con gli auspici di Germania e Francia, potrebbe iniziare ad essere applicata, sebbene tra reciproche accuse di violazioni.

Truppe e mezzi pesanti dell’esercito ucraino ieri erano in movimento nei pressi di Debaltseve, conquistata dai ribelli mercoledì scorso, nonostante la tregua teoricamente già in vigore.

“La Russia continua ad armare i ribelli, in spregio agli accordi di Minsk” ha denunciato un portavoce militare ucraino.
Convogli di mezzi pesanti, compresi carri armati e veicoli da combattimento, provenienti dalla Russia, avrebbero attraversato il confine in più punti, ed in particolare ad est del porto di Mariupol, che potrebbe essere il prossimo obiettivo dei ribelli.

Dall’altra parte del fronte i separatisti starebbero iniziando a ripegare come richiesto dagli accordi – secondo un alto comandante – ma sul fronte un miliziano denuncia di doverlo fare sotto il fuoco dei governativi ucraini: “Ci sparano di continuo, con mortai, razzi e con i cannoni dei carri armati. Hanno ancora missili posizionati nella zona”.

Sul fronte diplomatico l’Occidente minaccia di punire il mancato rispetto della tregua. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk annuncia lo studio di nuove sanzioni contro Mosca, mentre minacce simili giungono da Washington.