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Ucraina: il dramma dei civili di Debaltseve, "murati" per un mese nei rifugi

Debaltseve: i combattenti separatisti pattugliano le strade della città orientale dell’Ucraina, da poco strappata all’esercito. Una ritirata

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Ucraina: il dramma dei civili di Debaltseve, "murati" per un mese nei rifugi

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Debaltseve: i combattenti separatisti pattugliano le strade della città orientale dell’Ucraina, da poco strappata all’esercito. Una ritirata precipitosa, che si è lasciata alle spalle13 militari morti e oltre un centinaio di prigionieri nelle mani dei filorussi.

Una vittoria importante per gli indipendentisti, che con la conquista di questo snodo ferroviario, sono tornati a collegare i due centri secessionisti di Donetsk e Lugansk.

Ora che si è smesso di sparare, i civili possono uscire dai loro rifugi, dalle tane in cui hanno vissuto in condizioni estreme.

“È già passato un mese, non ci possiamo lavare, viviamo al freddo, abbiamo fame, non c‘è pane, nulla. Ciao Poroshenko, ecco che cosa ci hai dato”, dice un’abitante del luogo.

La maggior parte delle case sono state distrutte dai bombardamenti. Una donna racconta: “Ci hanno tenuto in una cantina per un mese, facendoci patire fame, freddo, tenendoci senza acqua, riscaldamento e luce. Certo almeno ora non sparano più, ma quanta paura abbiamo avuto”.

Dopo un venerdì di ripetute violazioni del cessate il fuoco, la tregua in queste ore sembra reggere. Martedì i ministri degli esteri di Russia, Ucraina, Francia e Germania si vedranno a Parigi, per discutere l’applicazione degli accordi di Minsk che prevedono, tra le altre cose, una riforma costituzionale per una maggiore autonomia delle aree separatiste sudorientali.