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Grecia quasi a secco, entro fine marzo servono 10,2 mld di euro

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Grecia quasi a secco, entro fine marzo servono 10,2 mld di euro

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All’ombra del Partenone il piatto piange e il tempo stringe. La parte del negoziato che più preme al governo greco è quella relativa agli aiuti finanziari. Il 24 febbraio, infatti, Atene si ritroverà nell’impossibilità di pagare pensioni e stipendi ai dipendenti statali.

Giusto per darvi un’idea delle scadenze: da qui alla fine di marzo la Grecia deve ripagare un miliardo e mezzo di euro al Fondo monetario. 4,4 miliardi di titoli del tesoro a breve arriverannno a maturazione. E, come se non bastasse, le necessità di ulteriore finanziamento (bond in scadenza compresi) sono stimate a 4,3 miliardi di euro.

Fin qui, il ramo pubblico. Il sistema finanziario non se la passa meglio: nonostante l’estensione del programma di liquidità d’emergenza della Bce, gli istituti di credito hanno visto 20 miliardi di euro di prelievi negli ultimi mesi. Tanto da costringerli a introdurre regole più stringenti per l’estinzione dei conti correnti.

“Sono alla canna del gas. Questo è sicuro, lo sappiamo”, commenta impietosa Kathleen Brooks di Forex.com. “Solo l’intervento di emergenza della Bce li sta tenendo in vita. Inoltre bisogna tenere conto delle riserve del tesoro in Grecia, che sono anch’esse molto basse. La gente non ha pagato le tasse nel periodo prima delle elezioni”, aggiunge.

Giovedì i listini ateniesi hanno chiuso in positivo di oltre un punto percentuale, anche se molto lontano rispetto ai massimi di giornata a causa dei gelidi commenti di Berlino nel primo pomeriggio. Domani, giorno del nuovo Eurogruppo, la volatilità potrebbe essere anche maggiore.