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Francia: la riforma Macron sarà adottata senza il sì dell'Assemblea Nazionale

In Francia il governo forza la mano sulla riforma tesa a favorire la crescita e la liberalizzazione economica. ‘‘Non perderò tempo in inutili

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Francia: la riforma Macron sarà adottata senza il sì dell'Assemblea Nazionale

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In Francia il governo forza la mano sulla riforma tesa a favorire la crescita e la liberalizzazione economica. ‘‘Non perderò tempo in inutili dibattiti’‘: con queste parole il primo ministro Manuel Valls ha confermato la volontà di adottare per decreto la legge di riforma che porta il nome del ministro dell’Economia Macron. A essere usato sarà l’articolo 49-3 della Costituzione, che permette al governo di far adottare un testo di legge senza che sia necessario il via libera dell’Assemblea Nazionale.

Point of view

Non mi prendo la responsabilità di vedere rifiutata questa riforma fondamentale

“Potrebbe esserci una maggioranza su questo testo ma è incerta. Pertanto, non voglio correre alcun rischio, non mi prendo la responsabilità di vedere rifiutato questa riforma che considero fondamentale per la nostra economia’‘, ha detto il primo ministro francese Manuel Valls.

I deputati dell’Ump, principale partito del centrodestra francese, sostenuti da alcuni centristi, hanno presentato una mozione di sfiducia che, se questo giovedì dovesse passare, farebbe cadere il Governo.

‘‘Questo governo non ha più una maggioranza ed è costretto a seguire la procedura dell’articolo 49-3. Il Partito socialista francese farà la stessa fine del Pasok in Grecia con il 5% del voti, perché spinge il Paese verso la crisi economica, non risolve i problemi, si limita a obbedire a Bruxelles’‘, dice Nicolas Dupont-Aignan, deputato dell’opposizione, presidente del partito di centrodestra “Debout la France”.

Dalla liberalizzazione del lavoro domenicale alla semplificazione delle privatizzazioni: il pacchetto di riforme firmate Macron contiene 106 articoli che hanno profondamente diviso il partito socialista, una parte del quale è contrario a questa svolta “liberista” al governo.