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Due studi cercano di svelare come funziona il cervello dei bambini

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Due studi cercano di svelare come funziona il cervello dei bambini

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Un gioco per capire come si sviluppa il cervello dei bambini prematuri. Un esperimento che individua il metodo migliore per imparare a leggere.

Giocare per contribuire ai progressi della scienza. È il compito che è stato affidato recentemente ai bambini in visita allo Science Museum di Londra, nell’ambito di un progetto di ricerca sul cervello.

Point of view

Quando nasce un bimbo prematuro, il suo cervello è liscio e simile a un chicco di caffè, e deve diventare l'organo a forma di noce che tutti conosciamo. È una trasformazione colossale, fuori dal ventre materno.

L’esperimento serve a testare un gioco che permetterebbe di capire che impatto ha una nascita prematura sullo sviluppo del cervello, misurando alcune specifiche abilità del bambino, elencate dalla neuropsicologa Anita Montagna del King’s College: “Una è l’attenzione esecutiva, la capacità di trattenere informazioni e inibire risponse automatiche. Poi c‘è la memoria di lavoro, che permette di ricordare un’informazione il tempo necessario per utilizzarla immediatamente on line, ed è molto importante, perché consente di prevedere il rendimento scolastico e altre abilità della vita di tutti i giorni. Poi abbiamo l’attenzione selettiva, la capacità di concentrarsi ignorando le distrazioni. Infine abbiamo l’attenzione sostenuta, la capacità di prestare attenzione per molto tempo”.

Ad alcuni bambini verrà poi chiesto di sottoporsi a una risonanza magnetica. L’obiettivo è capire se ci sono differenze nello sviluppo del cervello fra i bambini nati a termine e i prematuri.

I prematuri corrono un rischio più alto di sviluppare problemi neurologici, ma ancora molto poco si sa sul perché questo avvenga o su come si possano aiutare.

E questo perché, spiega il professor David Edwards che conduce la ricerca, “I mutamenti che avvengono nel periodo in cui nascono i bambini prematuri sono enormi. Il cervello diventa molto più grosso e molto più complicato. Quando finiscono nell’incubatrice il loro cervello è liscio e simile a un chicco di caffè, e deve diventare l’organo a forma di noce di cui tutti abbiamo visto le immagini. È una trasformazione colossale, e devono raggiungere questo risultato trovandosi fuori dal ventre materno, mentre dovrebbero trovarsi dentro”.

Il professor Edwards è già impegnato a realizzare un connettoma, una mappa comprensiva delle connessioni neurali nel cervello.

La prossima tappa dello studio sarà sottoporre a risonanza magnetica i bambini mentre sono impegnati a giocare, dice Edwards: “Li faremo giocare mentre si trovano nello scanner, e in questo modo potremo vedere quali parti del loro cervello sono attive durante il gioco e quali risorse del loro cervello stanno sfruttando per giocare. Potremo poi confrontarli con bambini non prematuri e vedere quali siano le differenze”.

Per i bambini allo Science Museum, è solo un gioco. Ma un gioco molto serio, che potrebbe un giorno permettere di aiutare le persone nate prematuramente.

Il funzionamento della mente dei bambini è anche al centro di una ricerca francese. Uno studio recente ha cercato di determinare che cosa succede nella fase di apprendimento della lettura.

Per due anni, ogni due mesi, a dieci bambini è stato chiesto di leggere mentre veniva loro effettuata una risonanza magnetica.

Studiando le reazioni del cervello, i ricercatori sono arrivati a dare una risposta a un interrogativo cruciale nell’istruzione francese: quale metodo di lettura è più efficace, quello globale o quello sillabico?

Risponde Stanislas Dehaene, rinomato esperto di neuroscienza cognitiva che ha condotto la ricerca dell’Inserm: “Le persone che imparano seguendo il metodo alfabetico fonico attivano il circuito dell’emisfero sinistro, che è il circuito efficiente della lettura. Le persone che prestano un’attenzione globale alla forma della parola non usano questo circuito. La loro attenzione è orientata verso l’emisfero destro, verso un circuito molto meno efficiente”.

Metodo sillabico, quindi, vince contro metodo globale, parola di scienziato. Una teoria che potrebbe spiegare l’aumento dei casi di dislessia e l’abbassamento del livello della lettura in Francia.

Alcuni esperti, però, raccomandano un metodo misto, che corrisponda al profilo dello scolaro.