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Trattato UE-USA su commercio e gli investimenti:paure e speranze

Prodotti alimentari, automobili, energia, finanza e prodotti chimici. Sono alcuni dei settori inclusi nel Trattato di libero scambio tra l’Unione

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Trattato UE-USA su commercio e gli investimenti:paure e speranze

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Prodotti alimentari, automobili, energia, finanza e prodotti chimici. Sono alcuni dei settori inclusi nel Trattato di libero scambio tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, conosciuto come TTIP. Un accordo controverso che il Comitato delle Regioni dell’Unione Europea ha iniziato a discutere nella sessione plenaria del 12 febbraio scorso.

“Le trattative in corso tra Bruxelles e Washington mirano ad eliminare le tariffe doganali e ad armonizzare le norme di importazione. C‘è chi sostiene che l’economia europea potrebbe guadagnare anche 120 miliardi di euro all’anno grazie all’integrazione di un mercato fatto da 800 milioni di consumatori. I critici invece affermano che questo potrebbe portare ad abbassare gli standard di qualità e di sicurezza del cibo, minacciando i diritti sociali e dei lavoratori”, fa notare Isabel Marques la nostra corrispondete a Bruxelles.

Il dato di fatto è che le tariffe sono già basse – circa il 3% – e si stima che l’80% dei potenziali guadagni verrà dal taglio dei costi della burocrazia. Uno dei settori principali del commercio è quello chimico, sia per importazioni che esportazioni. Secondo la lobby europea del settore farmaceutico non ci sarà alcun danno per i consumatori e l’industria stessa.

“Gli standard sono gli stessi. Il punto di forza è che saremo in grado di dare nuovi farmaci ai pazienti il più velocemente possibile semplificando le procedure regolamentari, senza abbassare la qualità. A beneficiare di tutto questo saranno le piccole aziende che potranno trovare più facilmente finanziamenti, soldi e investitori. Tutto questo sarà possibile se ci sarà un piano per raggiungere gli obiettivi sia negli Stati Uniti che nei mercati europei”, spiega Richard Bergstrom Direttore generale della Federazione Europea delle Associazioni e delle Industrie Farmaceutiche.

Altra questione controversa è la qualità del cibo e la sicurezza alimentare, anche se il settore rappresenta circa il 5% del commercio bilaterale. Molte imprese alimentari locali, che producono prodotti bio, sono sostenute da gruppi ambientalisti in Europa, come Greenpeace.

“L’UE ha vietato 82 pesticidi, sostanze chimiche tossiche, che sono ancora in uso negli Stati Uniti. Per le quantità di residui di pesticidi che si trovano negli alimenti venduti ai consumatori, l’UE ha delle regole che sono 100 volte più severe che negli Stati Uniti. Alcune società chimiche chiedono ad entrambe le parti di rivedere questi livelli, dice Marco Contiero Direttore per le politiche agricole di Greenpeace.

Pesticidi e livelli di additivi non sono l’unica preoccupazione. Prendiamo ad esempio i prodotti alimentari vietati nell’Unione Europea come la carne di manzo trattata con l’ormone della crescita o il mais geneticamente modificato. Ora i rappresentanti del settore sono riusciti ad ottenere garanzie dalla Commissione europea.

“Oltre agli OGM e agli ormoni menzionati- che sono stati vietati in Europa e resteranno ancora al bando- ci sono altre aree in cui è possibile trovare il compromesso. Sperando che a trarre beneficio siano i consumatori che avranno più scelta per prodotti anche meno cari”, dichiara Mella Frewen Direttore Generale di “FoodDrinkEurope”.

Quasi il 99% delle aziende europee sono piccole e medie imprese. Come potranno beneficiare delle strategie delle potenti multinazionali? Una questione che preoccupa il Comitato delle Regioni dell’Unione: serve un sistema legale parallelo anche per risolvere le controversie tra i Paesi e gli investitori.

Ed è proprio questo uno dei temi che non piace a molti politici di Germania e Francia, le due più grandi economie della zona euro. Per il Commissario europeo per il Commercio Cecilia Malmström il negoziato potrebbe essere chiuso entro la fine di questo anno oppure no, come previsto. “Puntiamo a chiudere la trattativa durante l’amministrazione Obama, sempre se ciò sarà possibile. C‘è molto scetticismo, ma gli ultimi dati dell’Eurobarometro dimostrano che, nel complesso, i cittadini europei sono favorevoli, il commercio è l’anima dell’Unione Europea, e questo è un fattore importantissimo per la crescita economica e per l’occupazione.”

Contro le decisioni della Commissione è in corso una grande mobilitazione da parte di un gruppo di cittadini contrari al negoziato di libero scambio tra Europea e Stati Uniti. Finora sono state raccolte quasi 1 milione e mezzo di firme in 21 paesi. E la battaglia non è ancora finita.