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Riforma Vaticano: l'esperto "Papa non avanza da solo, sarà Chiesa delle periferie"

La sussidiarietà, il rapporto tra la Curia romana e le chiese locali e il ruolo delle donne nella Chiesa. Papa Francesco porta il progetto di riforma

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Riforma Vaticano: l'esperto "Papa non avanza da solo, sarà Chiesa delle periferie"

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La sussidiarietà, il rapporto tra la Curia romana e le chiese locali e il ruolo delle donne nella Chiesa.

Papa Francesco porta il progetto di riforma della Curia romana, tuttora in fase di elaborazione da parte del Consiglio dei nove cardinali, all’esame del Collegio cardinalizio.

“La meta da raggiungere è sempre quella di favorire una maggiore armonia nel lavoro dei vari dicasteri e uffici”, ha detto il pontefice.

Armonizzare, semplificare, alleggerire. Queste sono le parole d’ordine di questa riforma. Durante i lavori di preparazione del Concistoro, Bergoglio ha lavorato con il suo C9, il consiglio di nove Cardinali provenienti dai 5 continenti.

Non solo accorpamenti tra dicasteri. Francesco vuole affrontare i mali della Chiesa, a partire dalla pedofilia.

“Vorrei menzionare alcune di queste probabili malattie, malattie curiali – sono state le parole del pontefice – Queste derivano spesso dalla patologia del potere, dal complesso degli eletti, dal narcisismo che guarda ossessivamente alla propria immagine e non vede l’immagine di Dio impressa sui volti degli altri, in particolare dei più deboli e dei più bisognosi”.

Una riforma che punta a essere innanzitutto condivisa, come sottolinea lo stesso Bergoglio quando parla della Chiesa delle Periferie.

Una richiesta che arriva dal Collegio cardinalizio che lo ha eletto Papa: il governo centrale vaticano dovrà essere più al servizio delle Chiese locali sparse per il mondo. Nel progetto di riforma anche un nuovo ufficio sull’Ambiente.

Cambierà, inoltre, il ruolo della Segreteria di Stato, compresa la funzione di coordinamento della vita di Curia e di collaborazione tra i vari dicasteri.

Per quanto riguarda i tempi, si profilano ancora molto lunghi. Il Papa ha detto chiaramente che raggiungere la meta non è facile. Richiede tempo, determinazione e soprattutto la collaborazione di tutti.

Il giornalista di euronews, Fabien Farge, ha fatto il punto con Sébastien Maillard, vaticanista del quotidiano francese La Croix, collegato da Roma.

Fabien Farge, euronews: “A che punto siamo con questa famosa riforma della Curia Romana e perché cambiare?”

Sébastien Maillard: “Prima del conclave che ha eletto Papa Francesco, nel mese di marzo del 2013, tutti i cardinali si sono riuniti e hanno deciso che era davvero il momento di affrontare questa riforma. Quindi il Papa ha atteso l’avvio del percorso e i suoi sviluppi per consultare i cardinali. Ed è quello che ha fatto negli ultimi due giorni, ascoltando i loro pareri su questa riforma che loro stessi hanno chiesto e hanno dato mandato al Papa di portarla avanti dopo la sua elezione”.

euronews: “Il mandato di cui parla ha già prodotto dei risultati. C‘è già una revisione dei servizi economici e finanziari e anche un segretariato all’economia”.

Sébastien Maillard: “Questo è stato il primo passo, la creazione da appena un anno di un segretariato all’economia che è stato affidato al cardinale australiano George Pell, affiancato da un consiglio delle finanze dove siedono, con le stesse responsabilità e lo stesso grado, membri laici e cardinali. Ecco, questa è una novità. Si tratta di un vero e proprio passo in avanti realizzato con la creazione di questa nuova istituzione per supervisionare tutti i canali finanziari del Vaticano perché quella era la emergenza e bisognava colmare la falla”.

euronews: “E qui entriamo nel difficile, mi passi il termine. Ci sono resistenze evidenti, c‘è anche chi si oppone?”

Sébastien Maillard: “Tutti coloro che dirigono una congregazione o un consiglio Pontificio sono già stati avvertiti. Sono stati informati della riforma il 24 novembre e hanno anche avuto la possibilità di offrire il loro parere. L’obiettivo, quello che il Papa ha voluto in questo Concistoro è di non avanzare da solo, di non imporre la riforma. Allo stesso tempo, ancora una volta, tutti giudicano necessaria la riforma della curia e nessuno ne contesta la validità di fondo. Non c‘è alcuna resistenza come invece è accaduto, e accadrà ancora, per quanto riguarda il Sinodo sulla famiglia, che è tutto un altro argomento”.

euronews: “Papa Francesco si riferisce spesso alla forza della Chiesa delle periferie, cosa significa nell’ottica della nomina dei nuovi cardinali?”

Sébastien Maillard: “La forza delle periferie significa che la Chiesa non si governa solo dal centro. La Curia Romana è al servizio della Chiesa universale, così come il C9 che il Papa stesso ha creato: il consiglio dei 9 cardinali che lavora a stretto contatto con il pontefice i cui membri provengono dalle periferie del mondo perché rappresentano i 5 continenti. Lo scopo del Papa è quello di governare con tutta la Chiesa nel suo insieme. È vero che ci sono ancora 57 cardinali europei tra i 115 elettori, ma è aumentato di molto il numero di coloro che vengono dall’America Latina, dal Nord America, dall’Africa. E questo riflette semplicemente la realtà del mondo cattolico oggi”.

euronews: “Il mondo cattolico, Papa Francesco lo scuote, spesso lo rimprovera, perché questo tono più diretto?”

Sébastien Maillard: “È il suo stile, è la sua natura. Questo è davvero il suo modo di essere per agitare le acque ed è stato anche lo scopo della sua elezione. È un modo per riformare la Chiesa, non solo di riorganizzare le strutture, i dicasteri, di fare un nuovo organigramma. È anche l’imposizione di un nuovo tono, lo abbiamo visto nel Sinodo sulla Famiglia in ottobre, quando ha detto: “parlate tutti liberamente, apertamente”, e alcuni hanno detto che assistevano per la prima volta a un vero sinodo, con libertà di parola e con il Papa che ritorna a uno stile evangelico. È il suo modo di essere un missionario”.