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Quali poteri a Obama per la lotta all'Isil?

I repubblicani favorevoli a una strategia più aggressiva. Ma l'ipotesi di invio di truppe di terra non convince.

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Quali poteri a Obama per la lotta all'Isil?

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Tutti d’accordo al congresso americano sul dare poteri di guerra al presidente per combattere l’Isil, meno su come essi devono essere configurati.

I repubblicani, maggioranza in parlamento, accusano Obama di aver avuto finora un approccio troppo timido e chiedono di cambiare registro. In testa il presidente della Commissione per la sicurazza nazionale, Michael McCaul

“La strategia attuale – ha affermato intervistato da euronews – è più di contenimento che non volta a sconfiggere e distruggere l’Isil. Penso che i raid aerei abbiano avuto limitato successo, quello che manca in questo momento è una forza di terra, in Siria in particolare, che non può venire solo dagli Stati Uniti, ma dev’essere a guida statunitense”.

Quella chiesta dalla Casa Bianca è un’autorizzazione “vaga”, non tanto sui poteri, quanto su dove essi possano essere esercitati. Con un motivo ben preciso.

“Non vogliamo mandare il messaggio ai membri dell’Isil – ha detto il portavoce della presidenza americana, Josh Earnest – che potrebbero trovare riparo da qualche atra parte. Che, se approviamo una legge nella quale si dice ‘il Congresso ha autorizzato il presidente a usare la forza militare contro obiettivi dell’Isil in Iraq e Siria, a qualcuno nell’Isil rimanga l’impressione che muovendosi in qualche altro Paese vicino possa essere al sicuro”.

Il corrispondente di euronews, Stefan Grobe, spiega che “per dirla come McCaul, ‘i barbari sono alle porte e l’America deve combatterli’. Ma nessuno è favorevole all’invio di truppe nell’area. Ciò che Washington vuole è che Paesi come Egitto, Turchia e Arabia Saudita facciano un passo avanti e combattano”.