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Kiev, tra scetticismo e speranza dopo l'accordo di Minsk

Nonostante l’accordo raggiunto a Kiev l’aria che si respira è di forte preoccupazione. Non solo tra i cittadini ma anche tra gli analisti politici

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Kiev, tra scetticismo e speranza dopo l'accordo di Minsk

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Nonostante l’accordo raggiunto a Kiev l’aria che si respira è di forte preoccupazione. Non solo tra i cittadini ma anche tra gli analisti politici locali che si chiedono se l’intesa funzionerà e quanto durerà il cessate il fuoco. “Penso sia una mossa tattica. Perchè se vengono imposte nuove sanzioni contro la Russia, l’economia potrà anche sopravvivere ma le tensioni sociali nel paese diventeranno un problema serio da gestire per il Cremlino. E questo preoccupa non poco Putin”, dichiara un esperto di politica internazionale ucraino.

Per le strade della capitale c‘è chi si augura che tutto vada per il meglio. Certo sono in molti quelli che non si fidano più della Russia, accusata di non volere la pace in Ucraina, di non rispettare la tregua come è accaduto nel mese di settembre.

“Penso che reggerà la tregua, perché dall’ultimo cessate il fuoco sono morte troppe persone. I separatisti filorussi la smetteranno. Almeno questo è quello che penso io”, dice una signora. Un altro ucraino invece si dice molto scettico. “Nessuno crede in questo accordo. Anche se Putin ha messo la sua firma e noi ritiriamo le nostre truppe, chi ci ripagherà per i danni? Alla fine qualcuno deve pagare!”

Gli accordi di Minsk sembrano identici a quelli firmati nel mese di settembre, fa notare la nostra corrispondete a Kiev. Tuttavia quelli precedenti esistevano solo sulla carta. Ora c‘è un margine maggiore di speranza. Con il via libera del Presidente russo si potrà passare dalle parole ai fatti.