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Romania, mutui in franchi svizzeri da incubo

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Romania, mutui in franchi svizzeri da incubo

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Volevano costruirsi un futuro nella loro città, Bucarest, e invece potrebbero ritrovarsi presto in mezzo alla strada. La storia arriva dalla Romania, uno dei Paesi più poveri d’Europa, dove migliaia di famiglie si sono ritrovate con una rata per l’appartamento improvvisamente insostenibile.

Il motivo ce lo spiega Daniela, casalinga e madre di due figli: lei e suo marito avevano deciso di accendere un mutuo da 65 mila euro in franchi svizzeri. Il più grande errore della loro vita.

“Stiamo per perdere la casa”, spiega Daniela. “Non ci rimangono più scappatoie. 740 franchi svizzeri di rata ora sono circa 3.700 o 3.800 lei, su un reddito totale, grazie al lavoro di mio marito, di 4 mila. Così non posso fare alcun piano, per cui mi sembra chiaro che perderemo la casa”, aggiunge amaramente.

Sono 75 mila i cittadini romeni che, prima della crisi, avevano deciso tale strada, attirati dai bassi tassi di interesse. Ma la decisione della banca centrale svizzera di disancorare il cambio con l’euro ha fatto impennare il valore del franco e qualcuno si è ritrovato con una rata del mutuo raddoppiata.

“Abbiamo avviato un dialogo con le banche”, spiega Adrian Vasilescu, consulente della banca centrale romena. “Abbiamo chiesto loro di aprire le porte ai clienti e di essere comprensive, di dare la loro disponibilità ad una rinegoziazione del mutuo e, caso per caso, soluzione per soluzione, di trovare nuove vie d’uscita per i clienti”, conclude.

Al di là di questo, però, le autorità non possono fare nulla. Fissare gli interessi al vecchio tasso di cambio come chiedono i risparmiatori costerebbe al Paese lo 0,6% del Pil. Improbabili, dunque, misure di protezione simili a quelle messe in campo l’anno scorso dalla vicina Ungheria (e risultate assolutamente provvidenziali).