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Costa Concordia, la difesa chiede l'assoluzione di Schettino dalle accuse di omicidio colposo e abbandono della nave. La sentenza prevista per questa settimana.

Per il naufragio del 13 gennaio 2012 all'isola del Giglio, Schettino rischia 26 anni di carcere. Secondo i suoi legali, non c'è nesso di causalità fra il suo comportamento e la morte di 32 passeggeri

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Costa Concordia, la difesa chiede l'assoluzione di Schettino dalle accuse di omicidio colposo e abbandono della nave. La sentenza prevista per questa settimana.

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Francesco Schettino va assolto dalle accuse di omicidio colposo e abbandono della nave. È la richiesta degli avvocati della difesa nel processo al naufragio della Costa Concordia, che dovrebbe concludersi con una sentenza questa settimana.

Point of view

La Costa non ha abbandonato nessuno. È Schettino che ha abbandonato la nave.

Nell’arringa finale, i legali hanno chiesto anche il minimo della pena per il naufragio, e hanno sottolineato come il comandante sia l’unico imputato, che sia stato abbandonato mentre altri alla Costa hanno responsabilità per quanto accaduto.

Accuse che la società, rappresentata dall’avvocato Marco De Luca, respinge al mittente: “La Costa non ha abbandonato nessuno. Evidentemente il problema è un problema suo, non della Costa. Lui deve trovare i suoi argomenti, deve essere libero di dire quello che vuole, poi ovviamente il tribunale giudicherà. Ma non è stato abbandonato da nessuno, è lui che ha abbandonato la nave, direi, questa è l’accusa”.

Per il naufragio del 13 gennaio 2012 all’isola del Giglio, Schettino rischia 26 anni di carcere. Secondo i suoi legali, non c‘è nesso di causalità fra il suo comportamento e la morte di 32 passeggeri della nave da crociera.

La sentenza potrebbe arrivare fra mercoledì e venerdì.