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Ucraina: direttore conferenza Monaco "rischi enormi da rifornimento armi"

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Ucraina: direttore conferenza Monaco "rischi enormi da rifornimento armi"

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Sulla crisi ucraina l’Occidente non ha altra politica comune che le sanzioni contro la Russia. Parola di Wolfgang Ischinger, direttore della conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco ed ex inviato speciale dell’Osce per l’Ucraina.

Intervistato dal giornalista di euronews James Franey, l’ex ambasciatore tedesco negli Stati Uniti giudica rischiosa l’ipotesi di rifornire di armi l’esercito di Kiev.

Wolfgang Ischinger, direttore della conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco: “Se dovessero fallire gli sforzi diplomatici e se vedremo la necessità di aumentare il livello di pressione, tutte le opzioni disponibili dovranno essere prese in cosiderazione con cautela e non credo che sia una buona idea scartare a prescidendere qualsiasi ipotesi. Se si avvia il rifornimento di armi, i rischi saranno enormi. Prima di tutto quello di un’escalation militare. D’altra parte, se non si interviene si rischia seriamente di arrivare alla divisione del Paese e questo significherebbe rinnegare i principi di sicurezza sui quali è stata costruita la libertà europea”.

James Franey, euronews: “Ci sono dei precedenti in cui le sanzioni economiche hanno spinto a cambiare la politica estera di una grande potenza come la Russia?”

Wolfgang Ischinger: “Le sanzioni sono lo strumento più terribile nelle mani della diplomazia, non c‘è che dire. Non funzionano mai molto bene, e se funzionano, c‘è sempre un effetto collaterale che va a sostegno del leader, il quale si pone come difensore del Paese attaccato dall’esterno. Quindi, le sanzioni non sono evidentemente una grande idea. Che altro possiamo fare? le sanzioni, pur non essendo uno strumento eccezionale, rappresentavano l’unica opzione. È una di quelle classiche situazioni diplomatiche dove si hanno alcune opzioni sul tavolo, ma nessuna di queste è veramente buona. E alla fine si sceglie la meno peggio”.

euronews: Putin sta cercando di dividere l’Occidente?

Wolfgang Ischinger: “Sarebbe molto strano se non beneficiasse delle contrapposizioni tra gli alleati Occidentali. È naturale. È l’Occidente ad aver imposto le sanzioni. Dal un punto di vista russo, questo rappresenta solo un atto ostile. Un atto terribilmente ostile. E se fossi un consulente russo direi: facciamo del nostro meglio per dividerli, in modo che non possano più estendere le sanzioni al regime per molto tempo. Questo è, ovviamente, l’interesse russo. Deve essere l’interesse russo”.

Il nome di Anatoly Antonov, vice ministro della difesa russo, potrebbe presto finire nella lista nera dell’Unione europea. Lo abbiamo incontrato a Monaco a margine della Conferenza sulla Sicurezza.

Euronews
In molti, tra i partecipanti alla Conferenza sulla Sicurezza, almeno in linea generale hanno ammesso di aver visto poca disponibilità al dialogo da parte della Russia. In molti affermano che Mosca non sta attuando quanto previsto dal Protocollo di Minsk.

Antonov
Non dimentichiamoci che la Russia non è parte del conflitto. Non stiamo partecipando alla guerra.

Euronews
Molte persone la pensano diversamente anche su questo.

Antonov
Ci sono troppe voci sulla reale situazione nell’Est ucraino.

Euronews
Lei dice che la Russia non è parte di questo conflito, perché allora dovrebbe essere coinvolta nei negoziati?

Antonov
Le soluzioni si trovano soltanto creando il dialogo tra Kiev le forze di autodifesa di Lugansk e Donetsk. Così come con la Russia.

Euronews
Sono quelli che voi chiamate separitisti?

Antonov
No, non li chiamiamo separatisti. Si tratta di persone che chiedono di veder rispettati i loro diritti. Non chiedono ad esempio che nelle loro regioni si parli soltanto una lingua. Kiev proibisce che si parli una lingua come il russo, loro chiedono di poter parlare la loro lingua madre.

Euronews
Eppure la Costituzione ucraina riconosce questo diritto

Antonov
Girano voci su possibili restrizioni…

Euronews
Che però non sono mai state approvate

Antonov
Certo, e infatti io sostengo la via del dialogo tra Kiev e l’est del Paese nel tentativo di raggiungere un accordo.

Euronews
Lei sostiene, chiaramente, la versione russa e cioè di non essere coinvolti nell’armamento dei separatisti. Da dove arrivano le armi allora?

Antonov
In tutti i territori dell’Ex Unione Sovietica ci sono tantissimi depositi di armi e munizioni militari. Compresa l’Ucraina, Le forze di autodifesa dell’Est stanno usando queste armi. Molte di queste arrivano dai depositi dell’esercito.