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Swissleaks: aperte inchieste in tutto il mondo

Le reazioni non si sono fatte attendere. Lo scandalo finanziario della filiale svizzera di HSBC ha portato all’apertura di inchieste in tutto il

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Swissleaks: aperte inchieste in tutto il mondo

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Le reazioni non si sono fatte attendere. Lo scandalo finanziario della filiale svizzera di HSBC ha portato all’apertura di inchieste in tutto il mondo: Regno Unito, Argentina, Belgio e Francia. Per l’Italia hanno iniziato ad occuparsene la procura di Torino e quella di Roma.

La vicenda riguarda oltre 100mila clienti del colosso della banca privata, da numerosi Paesi. Anche dalla Francia, il cui ministro delle Finanze, Sapin, sulla questione si è espresso così: “Per noi è un’informazione importante che non cambia niente nella nostra politica. Siamo determinati a fare in modo che tutti quelli che hanno frodato ed hanno aiutato a frodare, siano puniti.”

L’avvocato belga, Sabrina Scarna, spiega che la legislazione svizzera in materia di evasione è poco delineata.
“In Svizzera ci sono due concetti: l’evasione fiscale che non è considerata come grave, nel senso penale del termine, e la frode fiscale. Questo non è un caso di frode fiscale: e solo in quei casi la Svizzera potrebbe collaborare. La frode fiscale è riconosciuta molto difficilmente.”

Il caso, portato alla luce dal quotidiano francese Le Monde, rimbalzato sulla stampa internazionale e già ribattezzato Swissleaks, prende origine dalla cosiddetta “Lista Falciani”, dal nome dell’ex informatico della HSBC, Herve Falciani, che nel 2008 sottrasse dati alla banca con i quali stilò l’elenco dei 100.000 clienti che furono aiutati dall’Istituto a frodare il fisco. Per quanto riguarda l’Italia, la Guardia di Finanza, ha diffuso i dati sui redditi nostrani sottratti al fisco: si parla di 741 milioni di euro.