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G20 in Turchia, tante le incertezze che pesano sulla crescita

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G20 in Turchia, tante le incertezze che pesano sulla crescita

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Il primo vertice dell’anno dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali del G20 si apre all’insegna dell’incertezza. La domanda è sempre la stessa, che cosa fare per stimolare la crescita economica, ma il quadro è decisamente cambiato. Il prezzo del petrolio in ribasso pesa sull’inflazione, la nuova crisi del debito greco getta un’ombra sul futuro dell’euro e la profonda distonia la Federal Reserve americana e le altre banche centrali spaventa i mercati.

Senza contare, spiega il segretario generale dell’Ocse Ángel Gurría, “il fatto che negli ultimi due anni il ritmo delle riforme sia rallentato nella maggioranza delle economie avanzate”. “Non è molto incoraggiante – sottolinea Gurría – C‘è il pericolo di finire in un ciclo a lungo termine fatto di crescita bassa o addirittura piatta. La necessità più urgente è quella di focalizzarsi sulla messa in atto delle strategie di crescita nazionale definite dal G20”.

Secondo il Fondo monetario la crescita globale si fermerà al 3,5% quest’anno. Le economie avanzate crescono principalmente grazie al traino degli Stati Uniti, mentre i mercati emergenti hanno rallentato rispetto ai ritmi pre-crisi.

Che fare dunque? Scartata in partenza la proposta turca di fissare obiettivi di investimento, qualcuno chiede semplicemente che vengano mantenuti gli impegni. Già l’anno scorso infatti il G20 aveva partorito un piano fatto di migliaia di misure per rilanciare il Pil collettivo del 2% in un arco di 5 anni.