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Ristrutturazioni, Siemens taglia 7.800 posti di lavoro

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Ristrutturazioni, Siemens taglia 7.800 posti di lavoro

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La nuova Siemens ha finalmente una forma definita. Peccato che, all’interno dei suoi contorni, non rientrino ben 7.800 dei suoi dipendenti. L’ultima ondata di tagli, corrispondenti al 2% del personale del gigante ingegneristico tedesco, è stata annunciata questo venerdì.

Scopo del piano di ristrutturazione: recuperare terreno (leggi: margini di profitto) nei confronti di rivali come General Electric e ABB. La maggior parte degli esuberi, 3.300, si concentreranno in Germania, dove alla fine dell’ultimo anno fiscale lavorava il 34% dei dipendenti.

L’azienda, però, sottolinea che ci sono state anche tantissime assunzioni: “Se da un lato annunciano questi tagli alla forza lavoro, dall’altro le nuove cifre sulle assunzioni degli ultimi 12 mesi raggiungono un totale di circa 11 mila unità”, commenta Alastair McCaig di IG. “Per cui, fondamentalmente, stanno mantenendo il conteggio inalterato. Anzi, forse il totale netto dei dipendenti è addirittura aumentato”, aggiunge.

Con questa mossa il piano di tagli e dismissioni del numero uno Joe Kaeser è finalmente completo. L’amministratore delegato punta a un aumento di produttività che dovrebbe far risparmiare all’azienda un miliardo di euro entro fine 2016. Denaro, questo, che sarà reimpiegato in settori in crescita come l’elettricità per l’industria pesante e l’automazione.