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Finlandia: alla disperata ricerca di russi


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Finlandia: alla disperata ricerca di russi

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Scovare turisti è diventato un compito difficile in Finlandia. Ma Petrica è riuscito a trovare alcuni russi per un’escursione con le renne.
Siamo nel sud-est della Finlandia, vicino al confine con la Russia. Di solito diverse migliaia di turisti russi attraversano la frontiera ogni giorno. Ma da quando il rublo è crollato, sono crollati anche gli affari dell’agenzia “Wild Tours and Safari” di Lappeenranta.

Se si paragona lo scorso dicembre a quello dell’anno precedente si scopre che il numero di russi nelle escursioni con le renne si è dimezzato. Petrica si è trasferito in Finlandia dal suo Paese d’origine, la Romania, anni fa. Operaio edile durante l’estate, in inverno si occupa di addestramento delle renne.

Petrica Costea, Wild Tours & Safaris: “Devo trovare le renne da piccole e imparare ad allenarmi con esse. Non si deve aver paura. Piano piano ci si riesce”.

Timo Irtamo, responsabile marketing di Wild Tours & Safaris: “Un anno fa qui eravamo abituati a vedere una fila di persone in attesa di un’escursione con le renne, ma adesso, come vedete, ci sono soltanto poche persone”.

Dopo la Guerra Fredda la regione di Lappeenranta ha investito nel turismo cercando di attirare visitatori dalla vicina San Pietroburgo.

Nikolai, turista da San Pietroburgo: “Continueremo a prenderci delle vacanze, nonostante la politica o le fluttuazioni dei tassi di cambio. Possiamo sempre trovare denaro per le vacanze perché la situazione non è così disperata come potrebbe sembrare”.

Varvara, figlia di Nikolai: “Qui mi piace molto. Ci divertiamo ed è bello. Farò un giro con le renne e poi vorrei andare sullo slittino”.

Alexei, turista da San Pietroburgo: “Ovviamente ci sono meno turisti adesso perché la politica russa ha condotto a una situazione in cui le persone dal reddito medio come noi non hanno praticamente la possibilità di recarsi in Europa. La politica russa ha posto una specie di barriera economica davanti a noi”.

Da Lappeenranta ci spostiamo a Vaalimaa, il principale valico di frontiera della regione. Qui non si vedono file di attesa, turisti, clienti. Cos‘è successo? Lo abbiamo chiesto ad alcuni russi.

Tatiana: “Prima si veniva qui per comprare cibo, pesce, tè, cioccolato e caffè. Ma adesso per noi il prezzo è raddoppiato, per questo ci sono molte meno persone”.

Anatoli: “La crisi è la conseguenza delle difficili relazioni internazionali. Le sanzioni dalle due parti hanno portato a scambi commerciali minori. E a causa del rublo debole ogni cosa diventa troppo costosa”.

Andrei: “In Russia riceviamo lo stipendio in rubli e qui dobbiamo pagare in euro. Non tutti possono permettersi di venire qui”.

Nikolai: “Questa crisi durerà circa due anni”.

Ekaterina: “Personalmente vorrei vedere la crisi finire al più presto. Mi piace viaggiare, per me è importante: e spero che la crisi non colpirà le relazioni umane, personali tra russi, finlandesi, francesi e altri”.

Lo scorso anno circa tre milioni di persone hanno attraversato la frontiera di Vaalimaa. Dopo i lavori di estensione, il valico sarà capace di gestire un flusso di quasi sette milioni di persone l’anno. Troppo voluminoso? Uno spreco di denaro dei contribuenti? No, risponde Timo,vicedirettore della dogana di Vaalimaa, convinto che la crisi passerà.
Timo Mäkelä: “Questo tipo di situazione l’abbiamo già vissuta molte volte in passato, qui al valico di frontiera di Vaalimaa, per esempio nel 1999, nel 2010 e via dicendo…Ma poi dopo questi periodi di crisi i passeggeri hanno cominciato a viaggiare di nuovo”.

Lappeenranta, una città di 70.000 abitanti, nello scorso decennio si è russificata: scritte in cirillico e shopping detassato per attirare i clienti russi nei negozi alla moda.

Olga Vesterinen, moscovita, proprietaria di un negozio: “Due anni fa avevamo una situazione molto stabile, era eccellente. Di solito abbiamo molti clienti dalla Russia. Ma da quando la situazione economica è un po’ cambiata, vista anche la situazione in Ucraina e il tasso di cambio, i clienti russi non si vedono più”.

Sari Mustapää, manager del centro commerciale: “Alcuni negozi hanno chiuso. Prima delle crisi del rublo il 50 -60%dei turisti era russo. Oggi sono circa il 20%”.

Ciononostante stanno per spuntare nuovi centri commerciali, come uno da 100 milioni di euro di investimento, avviato prima del crollo del rublo.

Il sindaco della città ricorda che il 2013 è stato un anno record, quando i turisti russi hanno speso circa 300 milioni di euro. E adesso? A causa della crisi del rublo il tasso di disoccupazione a Lappeenranta è salito dal 12 al 14%.

Kimmo Jarva, sindaco di Lappeenranta: “Fino al 2025 il numero di visitatori dalla Russia e il fatturato generato dai russi a Lappeenranta si quadruplicherà. C‘è ancora un vasto potenziale in Russia”.

Ma la situazione nei negozi sembra piuttosto disastrosa.

Martti Tepponen, co-proprietario di Disas Fish: “Forse metà dei clienti è sparita. Nell’imminente stagione 2015 potremmo realizzare la metà del fatturato abituale. E questo potrebbe essere un fatto positivo visto che potrebbe andare persino peggio”.

La Finlandia condivide 1300 chilometri di confine con la Russia e vecchi conflitti territoriali. Ma persino durante la Guerra Fredda sono stati raggiunti degli accordi, per esempio quello sull’uso del canale di Saimaa che collega i corsi d’acqua dell’entroterra finlandese alla città russa di Vyborg e al Mar Baltico.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il sud-est della Finlandia fu annesso dall’Unione Sovietica. Gli abitanti furono costretti a partire, come successe a migliaia di persone dell’allora finlandese Vyborg. Tra questi Pekka e Pekka, le cui radici familiari nella città risalgono al 1600.Ricordano ancora il giorno in cui queste radici furono recise:

Pekka Perasto,76 anni: “Le strade erano piene di persone. Tutta la popolazione di Vyborg lasciava la città, a piedi, in bicicletta, a cavallo, con qualsiasi mezzo”.

Pekka Tihveräinen, 85 anni: “Portai via con me questo contenitore durante lo sgombero: lo usai per mangiare, è ancora annerito perché riscaldavo i pasti con il fuoco a legna”.

Pekka Perasto: “Penso che la Finlandia debba assolutamente diventare membro della Nato. E’ importante per la sicurezza del Paese. Se la Russia ripetesse lo stesso inganno la Finlandia verrebbe protetta meglio”.

Il sostegno dell’opinione pubblica finlandese all’adesione alla Nato è in aumento, ma non c‘è ancora una maggioranza stabile. Le elezioni di aprile cambieranno il panorama politico? Di sicuro l’ipotesi Nato è vista di cattivo occhio dal vicino russo.

WEB-BONUS:

Teija Tiilikainen: la Finlandia trarrebbe vantaggio dall’adesione alla Nato

A Helsinki, Euronews ha incontrato Teija Tiilikainen, direttrice dell’Istituto finlandese per gli Affari Internazionali, con la quale ha parlato delle relazioni economiche e politiche tra Finlandia e Russia. Per ascoltare l’intervista integrale (in inglese) potete usare questo link.

Teija Tiilikainen: Finland would benefit from NATO membership

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