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Isil: generale giordano, "per intervento di terra serve coalizione panaraba"

The wife of Jordanian pilot holds a picture of him during a rally at #Jordan University in #Amman. pic.twitter.com/TeCLyCNVAv— Hans Solo (@thandojo)

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Isil: generale giordano, "per intervento di terra serve coalizione panaraba"

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Al momento mi sembra prematuro un intervento con le truppe di terra, perché bisogna creare le condizioni adatte a questo tipo di operazione e la Giordania non ha i mezzi per procedere da sola

La giovane vedova di Mouath al Kassaesbeh regge un ritratto del marito. Il pilota dell’aeronautica giordana, catturato dai jihadisti dell’Isil il 24 dicembre, è stato bruciato vivo in una gabbia. La risposta del governo di Amman è stata l’impiccagione di Sajida al-Rishawi, l’estremista irachena di cui l’Isil chiedeva la liberazione in cambio degli ostaggi.

Euronews ha chiesto al generale giordano in congedo, Fayez al-Doueri, perché i fondamentalisti hanno scelto di andare oltre la brutalità delle decapitazioni?

“In primo luogo, perché è un militare, mentre i condannati prima di lui erano giornalisti, civili o operatori umanitari – spiega al-Doueri – Uno dei leader dell’Isil se lo è chiesto il giorno successivo alla cattura del pilota: qual è il modo esemplare per uccidere il soldato giordano? Io ho letto diverse risposte riguardo all’eventualità di bruciarlo vivo”.

Amman ha promesso una risposta “dura” all’omicidio del giovane pilota. Re Abdallah II ha parlato di un atto di “terrorismo vile” e ha promesso una guerra senza tregua contro l’autoproclamato Stato islamico. I raid sono già cominciati. Ma fino a che punto può arrivare l’esercito giordano?

“La Giordania intensificherà la sua cooperazione con la coalizione che sta combattendo contro l’Isil e parteciperà agli attacchi aerei contro gli obiettivi sensibili e i leader fondamentalisti, se riuscirà ad ottenere informazioni specifiche – conclude il generale Fayez al-Doueri – Ma al momento mi sembra prematuro un intervento con le truppe di terra, perché bisogna creare le condizioni adatte a questo tipo di operazione e la Giordania non ha i mezzi per procedere da sola. Un intervento di terra richiede un coalizione panaraba e internazionale che evidentemente non esiste. La Giordania non può avventurarsi in una guerra a 350 chilometri dai suoi confini”.

I giordani e il loro re promettono vendetta. Occhio per occhio dice la tribù di Mouath al Kassaesbeh. Il padre non si accontenta delle impiccagioni e i suoi familiari avvertono i fondamentalisti: “non dormiremo fino a quando non vi avremo ammazzato uno ad uno”.