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Giordania contro l'ISIS. L'analisi del nostro inviato.

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Di Euronews
Giordania contro l'ISIS. L'analisi del nostro inviato.

<p>In Giordania si parla di guerra all’autoproclamato Stato Islamico, ma ci si chiede fino a che punto i giordani siano in grado di sostenere un conflitto con il sedicente Califfato. <br /> Per approfondire, abbiamo chiesto un parere al nostro corrispondente dal villaggio di AY, nella provincia giordana di Karak, dove si svolgono le esequie simboliche del pilota Muath al-Kathib arso vivo dai miliziani dell’<span class="caps">ISIL</span>. </p> <p>Euronews:<br /> “Al di là delle reazioni rabbiose nelle strade giordane, di cosa c‘è bisogno perché un intervento militare sia un successo?” </p> <p>Mohmmed SheikhIbrahim: <br /> “Assistiamo ad una grande solidarietà tra giordani. La gente è scossa per la tragica fine del pilota che è divenuto un eroe ed un simbolo della guerra al terrorismo. I giordani si dicono uniti per affrontare questo genere di organizzazione soprattutto perché la barbarie della morte del pilota ha choccato tutti. <br /> Penso che questo rappresenti un punto di svolta. <br /> Fonti dei servizi di sicurezza hanno già confermato che la Giordania aumenterà gli attacchi aerei contro l’<span class="caps">ISIL</span>, ma nessuno ancora parla dell’eventualità di un attacco di terra”. </p> <p>Euronews<br /> “Quali sono i rischi di una dichiarazione di guerra all’<span class="caps">ISIL</span>?” </p> <p>Mohmmed SheikhIbrahim:<br /> “Da un lato c‘è il pericolo che arriva dalle frontiere settentrionali della Giordania, soprattutto dalle frontiere con Siria ed Iraq, dove sono schierati i miliziani dell’<span class="caps">ISIL</span>. <br /> Dall’altro, è probabile che in Giordania siano già presenti cellule dormienti dell’<span class="caps">ISIL</span>; persone che simpatizzano con l’organizzazione terrorista e che possono finanziarlo o aiutarlo in altri modi.”</p>