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Vent'anni dopo la guerra, ferite ancora aperte nell'ex Jugoslavia

Vent’anni dopo la guerra nell’ex Jugoslavia le ferite non si sono ancora chiuse e l’amarezza è profonda. Il dramma dei rifugiati serbi cacciati dalla

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Vent'anni dopo la guerra, ferite ancora aperte nell'ex Jugoslavia

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Vent’anni dopo la guerra nell’ex Jugoslavia le ferite non si sono ancora chiuse e l’amarezza è profonda. Il dramma dei rifugiati serbi cacciati dalla Krajina e il cimitero di Vukovar sono immagini indelebili.

Vukovar è diventata il simbolo del “suicidio della nazione jugoslava”. L’esercito serbo l’assedia per tre mesi, la città sarà distrutta, tra le atrocità commesse il massacro di più di 200 pazienti di un ospedale. Si tratta di uno degli episodi più sanguinosi e traumatici della guerra di indipendenza della Croazia che oppone le forze croate all’armata popolare jugoslava sostenuta da una parte dei serbi di Croazia, dal 1991 al 1995. Il bilancio è pesante: oltre dodicimila morti e decine di migliaia di sfollati.

Durante l’offensiva i serbi conquistano una regione al confine con la Bosnia, nel 1991 si autoproclama repubblica serba di Krajina, con capitale Tenin, e procede all’esplusione dei croati. Questi ultimi il 4 agosto del 1995 lanciano l’“Operazione Tempesta” per riprendersi il territorio che in meno di quattro giorni passa sotto il controllo delle forze croate. Il bilancio ufficiale è di 324 morti. Tra centomila e duecentomila civili serbi sono costretti all’esilio. Un esodo pianificato dal presidente Franjo Tudjman e dai suoi generali.

Ora l’interrogativo è se il verdetto contribuirà a migliorare ulteriormente le relazioni reciproche, che negli ultimi tempi hanno già vissuto una svolta positiva: il presidente serbo ha partecipato ai festeggiamenti per l’ingresso della Croazia nell’Unione Europea e quello croato ha affermato di voler aiutare il Paese vicino nel suo cammino verso l’adesione.

Entrambi dovranno innanzitutto cooperare per garantire alle vittime i risarcimenti appropriati, come hanno chiesto i giudici della Corte Internazionale di Giustizia.