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Il giorno di Mattarella, alle 10 il giuramento: le difficoltà dell'Italia nel discorso

Alle 9.30 parte il protocollo. Al Quirinale invitati anche Berlusconi (che ci sarà) e Grillo (che diserta).

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Il giorno di Mattarella, alle 10 il giuramento: le difficoltà dell'Italia nel discorso

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Difficoltà, speranze, unità nazionale. Saranno questi, secondo le indiscrezioni, i temi attorno ai quali verterà il discorso di insediamento di Sergio Mattarella, che euronews trasmetterà in diretta alle 10 di martedì.

Non sarà lungo, ma certamente obbligherà il neo capo dello Stato a qualche parola in più delle poche dispensate finora.

C‘è attesa per questa prima occasione ufficiale del nuovo presidente, la cui scelta è stata spiegata così da Matteo Renzi.

“È uno straordinario galantuomo, una persona perbene che ha combattuto contro l’ingiustizia, contro la mafia. È stato un parlamentare, un ministro, un giudice costituzionale. Ha saputo dimettersi per un ideale, dimostrando che un ideale vale più di una poltrona”.

Torna il riferimento all’abbandono del dicastero della pubblica istruzione in occasione dell’approvazione della legge Mammì, nel 1990 e, implicitamente, il riferimento agli attriti che Mattarella ha avuto con Silvio Berlusconi.

Che, però, è comunque, come capo di una forza politica, pur trovandosi fuori dal parlamento, tra gli invitati alla cerimonia ufficiale anche i capi politici “fuori dal Parlamento”. Silvio Berlusconi ci sarà, Beppe Grillo no.

Prima del discorso, il giuramento sulla Costituzione che conosce a menadito.

Il cerimoniale parte, alle 9.30, col presidente della Repubblica che viene prelevato dalla sua abitazione, in questo caso la foresteria della Corte costituzionale, dal segretario generale della Camera, Lucia Pagano, e accompagnato a Montecitorio a bordo di un’auto della presidenza della Repubblica.

Contemporaneamente suona la campana maggiore di Montecitorio, ininterrottamente fino al
l’arrivo del presidente alla Camera. Viene ricevuto
dai presidenti di Camera e Senato e riceve nell’atrio gli onori militari da un reparto di carabinieri in alta uniforme.

Poi il passaggio nella sala dei ministri per arrivare a Montecitorio, dove saranno riuniti deputati e senatori, delegati delle Regioni (tutti i grandi elettori), i rappresentanti del corpo diplomatico e gli ospiti d’onore.

Seguono il giuramento, annunciato da 21 salve di cannone, e il messaggio alla nazione. Al termine del messaggio, la seduta del Parlamento in seduta comune viene chiusa e il capo dello Stato,
accompagnato dai presidenti di Camera e Senato e dai rispettivi segretari generali, fino all’incontro col presidente del consiglio.

Poi riceve il saluto del segretario generale del Quirinale, mentre un reparto di corazzieri in alta uniforme gli rende gli onori. Esce da Montecitorio e nella piazza ascolta l’Inno nazionale e passa in rassegna il reparto d’onore schierato con bandiera e banda.

Prima di dirigersi al Quirinale, c‘è ancora il passaggio in piazza Venezia, dove il presidente rende omaggio al Milite ignoto.

A bordo della storica Lancia Flaminia 335, l’auto
decappottabile a sette posti, che per tradizione viene usata solo in due occasioni: per l’elezione e per la parata del 2 giugno.

Nel palazzo presidenziale l’incontro col “facente funzione” Pietro Grasso e il colloquio con il presidente uscente Napolitano, che consegnerà a
Mattarella il collare di Gran Croce decorato di gran Cordone, la massima onorificenza della Repubblica.