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Banchieri centrali riuniti a Budapest: servono regole comuni più forti

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Banchieri centrali riuniti a Budapest: servono regole comuni più forti

Banchieri centrali riuniti a Budapest: servono regole comuni più forti
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A Budapest si parla del futuro della moneta unica e delle politiche monetarie. Protagonisti del dibattito i banchieri centrali, riunitisi per la conferenza dedicata all’ungherese Alexandre Lamfalussy, uno dei padri dell’euro. Ai microfoni di Euronews, il governatore ungherese Gyorgy Matolcsy commenta le recenti scelte della Banca centrale europea.

“In questo momento storico i governatori delle banche centrali hanno riconosciuto che ciò di cui abbiamo bisogno in Europa, nell’Unione europea e nella zona euro non sono approcci economici tradizionali, ma riforme coraggiose. La Bce ha entrambi questi aspetti. All’interno di tale contesto Mario Draghi ha lanciato un ottimo programma che tocca soprattutto i Paesi dell’Eurozona ma anche quelli al di fuori. I rendimenti dei titoli di Stato in calo e l’aumento della liquidità aiutano la crescita anche in tali Paesi”.

Tra strumenti non convenzionali contro la crisi e dibattito sulla condivisione dei rischi, emerge la domanda fondamentale: l’euro può andare avanti così?

“In 16 anni di moneta unica, questo è il secondo periodo di deflazione”, racconta la corrispondente di Euronews Beatrix Asboth. “Da tempo c‘è un dibattito in corso se la moneta unica può avere successo in uno scenario in cui ogni Stato membro segue regole politiche e monetarie diverse. Pochi giorni fa la Banca d’Inghilterra ha detto che sono necessarie più regole comuni per il successo dell’euro”, aggiunge.

La moneta unica non basta, servono regole comuni per quanto riguarda, ad esempio, il bilancio e la spesa pubblica. Un modo per evitare che alcuni Paesi abbiano il sopravvento su altri, tra l’altro. “È chiaro – ha affermato il membro del comitato esecutivo della Bce Benoit Coeuré – che all’Eurozona servono regole più forti per gestire le tante forme diverse di disequilibrio nella politica monetaria emerse con l’interdipendenza. Non basta avere una buona macchina amministrativa, come ha detto Lamfalussy. Servono regole”.

La palla a questo punto passa nel campo dei politici, gli unici che possono ridare impulso al processo di integrazione.